
Sono ore d'ansia per gli oltre 200 lavoratori della «Ims» di Sparone. L'altra mattina i dipendenti hanno nuovamente incrociato le braccia. L'azienda, che si occupa di stampaggio metalmeccanico e che annovera tra i suoi principali clienti Iveco e Maserati, è in forte difficoltà economica con debiti per milioni di euro. Situazione che è stata confermata in un incontro che si è tenuto a Leini in settimana tra la proprietà e i sindacati. «Quelle che fino a qualche tempo fa erano solo delle voci, purtroppo sono state confermate - dice Vito Bianchino della Fim-Cisl - c'è però l'interesse del Gruppo Tiberina, che in Italia conta 1600 dipendenti, a salvaguardare i posti di lavoro».
Quella del passaggio ad un'altra azienda potrebbe essere l'unica strada percorribile per evitare la chiusura della Ims. «Martedì prossimo dovrebbe esserci un altro incontro con l'azienda all'unione industriale - prosegue Bianchino - ribadiremo in quella sede la richiesta di interagire in questo delicato momento qualora la trattativa per il passaggio dell'azienda dovesse concretizzarsi. La situazione, comunque, è molto delicata».
I lavoratori, sia nella sede centrale di Sparone che nello stabilimento di Druento, avevano già scioperato il 5 dicembre, chiedendo garanzie per il futuro. «Qua non ci sono lavoratori matti che scioperano a prescindere - conclude Bianchino - qui in dieci anni nessuno ha mai scioperato, un paio danni fa i lavoratori si sono anche ridotti alcune quote di salario per mantenere il posto. Sono solo allibiti per lo stato debitorio dell'azienda. Non vogliamo lanciare messaggi sbagliati ma chiediamo solo garanzie per il domani».








