
Dieci milioni di euro spariti nel nulla. Spariti, per la precisione, a Settimo Vittone, sull'autostrada A5 Torino-Aosta. In un'area di sosta. Dove un uomo di 59 anni residente a Torino, oggi indagato dalla procura di Milano per riciclaggio, li avrebbe ricevuti da un uomo d'affari ungherese, dirigente di una piccola banca locale. E li avrebbe fatti sparire. Almeno è questa l'idea degli inquirenti dal momento che di quei dieci milioni di euro non vi è rimasta traccia da nessuna parte. L'uomo, secondo gli investigatori, aveva il compito di "ripulire" quelle somme, forse provenienti da traffici illegali.
Solo che la procura, all'epoca dei fatti (dicembre 2013) aveva già avviato le indagini sul suo conto. L'altra mattina la polizia ha effettuato delle perquisizioni a Torino, Serralunga di Crea (Alessandria), Casteggio (Pavia) e Crescentino (Vercelli). Tanti i documenti acquisiti mentre sono in corso accertamenti bancari anche su rogatoria internazionale. Per il momento niente di certo. I soldi, che erano a bordo di tre blindati, sono scomparsi nel nulla. In cambio dei soldi veri, l'indagato avrebbe consegnato 18 milioni di dollari, divisi in mazzette. Nascosti, però, c'erano migliaia di banconote fac-simile. Se ne sono accorti alla frontiera austriaca, quando i furgoni sono stati controllati dalla dogana. Il soggetto che ha ricevuto i 10 milioni veri, però, è stato accorto: prima ancora del controllo alla frontiera austriaca è riuscito a far perdere le proprie tracce. E, soprattutto, ha fatto sparire l'ingente somma di denaro.
Dei dieci milioni, come detto, nessuna traccia. L'indagato, nel 2012, era già stato coinvolto da un’indagine della Guardia di Finanza per ave trasferito un milione e mezzo di euro in Svizzera. Denaro sequestrato dopo la richiesta di verifica della Banca d’Italia.








