SCUOLA - Dall'incontro Governo-Regioni l'ennesimo nulla di fatto

CANAVESE - Si avvicina il momento del ritorno in classe per gli studenti canavesani, ma permangono dubbi ed incertezze su modalità e regole da attuare in funzione dell'emergenza Covid-19. E l'ultima conferenza Governo-Regioni non è servita per dissipare i dubbi, anzi. Secondo l'assessore all'Istruzione della Giunta Cirio, Elena Chiorino, si sta dimostrando «la totale inadeguatezza di chi avrebbe dovuto comunicare tutte le direttive ufficiali per la riapertura delle scuole. Avrebbe dovuto essere la riunione decisiva, invece anche questa volta dall'Esecutivo non sono arrivate risposte, ma soltanto altri dubbi e rimandi».

«Il fatto che più inquieta è che dalle parti di palazzo Chigi pare davvero che regni ancora la confusione più totale - continua l'assessore Chiorino - A partire dal riparto dei docenti e del personale, passando per i banchi, diventati ormai il tormentone di quest'estate, fino alle criticità del trasporto scolastico. Sono trascorsi troppi mesi perchè si possa giustificare una simile mancanza di progettualità, considerando che la Scuola dovrebbe essere al primo posto dell'agenda del Governo. Invece si continua a brancolare nel buio, con linee guida confuse e non praticabili come quelle delle misure da adottare in caso di contagi sospetti, troppo macchinose e che rischiano di inchiodare l'intero sistema».

La voce dell'esponente della Giunta regionale si aggiunge così a quelle del presidente dell'Uncem e di vari direttori scolastici, come ad esempio il preside dell'Iis «Aldo Moro» di Rivarolo, che stanno lamentando la stessa confusione e la stessa mancanza di direttive chiare e attuabili. «Chiediamo a gran voce soluzioni per le famiglie, per la gestione del pre- e post-scuola, nonchè per il trasporto pubblico - aggiunge ancora Elena Chiorino - Il Governo si attivi con immediatezza per individuare una volta per tutte soluzioni efficaci che consentano di riaprire il prossimo 14 settembre le scuole di ogni ordine e grado. Non si può penalizzare ulteriormente gli studenti, che sono già stati privati troppo a lungo di una modalità di istruzione adeguata e che rappresentano il futuro del nostro Paese». 

 

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