SCARMAGNO - Sette indagati per l'incendio nell'ex Olivetti

Sono sette gli indagati per il rogo che un anno e mezzo fa ha distrutto parte del comprensorio ex Olivetti di Scarmagno. Chiuse le indagini della procura, i sette dovranno rispondere di incendio colposo. Secondo gli accertamenti della procura, il capannone era privo del piano antincendio. Per questo motivo sono finiti nei guai, oltre ai due operai che il 19 marzo 2013 stavano lavorando sul tetto, anche i responsabili di Manutencop (la società che aveva in appalto la manutenzione) e l’amministratore delegato di Cell Tel, Domenico Pellegrini.

Tra gli indagati i due dipendenti della Omg di Valperga, Emanuele Giampaolo e Luca Blessent, che quel pomeriggio stavano lavorando sul tetto del capannone C (dove è partito l’incendio). Bruno Guglielmetti, titolare della Omg, ditta che aveva in subappalto per conto della Manutencop, la manutenzione della struttura. Luca Barengo, Rosario D’Addio e Domenico Voiglio, responsabili di Manutencop.

A scatenare l’incendio, per la procura, l’utilizzo della fiamma ossidrica sul tetto del capannone C attorno ad alcune finestre di plexiglas. Versione che viene contestata dalle controperizie effettuate dai tecnici della difesa, secondo i quali sarebbe stata impossibile la fusione del plexiglas con l’utilizzo della fiamma ossidrica. Ora che le indagini sono chiuse non resta che attendere l’inizio del processo. Dopo l’incendio, quasi 500 persone sono rimaste senza un posto di lavoro.