SCARMAGNO - Progetto Italvolt, la Fiom avverte: «Ancora poco chiari gli aspetti industriali del progetto»

SCARMAGNO - Non tutto è oro quel che luccica verrebbe da dire. Dopo il via libera all'operazione gigafactory da 4000 posti di lavoro a Scarmagno (link sotto), nell'area ex Olivetti, la Fiom mette le mani avanti: «Ancora poco chiari gli aspetti industriali». Il segretario generale della Fiom Cgil di Torino, infatti, Edi Lazzi, ha sottolineato che «al momento, non sono ancora chiari gli aspetti industriali, quali sono gli ipotetici clienti che acquisteranno le batterie, le reali ricadute occupazionali del progetto e soprattutto chi saranno i finanziatori visto che servono ingenti capitali». 

Il sindacato ha comunque sottolineato che l'accordo raggiunto da Italvolt con Prelios per l'acquisizione dell'ex Olivetti di Scarmagno, «pone le premesse per il riutilizzo di un'area del Canavese storicamente vocata alle produzioni industriali». Area che, secondo il sindacato, «può contribuire a contrastare la progressiva deindustrializzazione del territorio torinese».

Per Api Torino, invece, «il passo compiuto verso la realizzazione della gigafactory nel Canavese da parte di Italvolt è certamente una notizia positiva per il territorio». Lo ha spiegato Giada Bronzino, vicepresidente vicaria di Api Torino: «Sono necessari investimenti importanti e coraggiosi per il rilancio del Piemonte: Italvolt può essere uno di questi. Attendiamo adesso gli sviluppi per coinvolgere concretamente la filiera delle pmi del territorio».