SCARMAGNO - Mortale in cantiere, la sinistra chiede il reato di omicidio sul lavoro

SCARMAGNO - “L'indignazione profonda di fronte a fatti simili non deve smettere di manifestarsi. La cosa più grave è che i radar dell'opinione pubblica e della politica hanno totalmente smesso di percepire questi episodi come inaccettabili. In qualche modo essi rientrano tra le cose spiacevoli ma inevitabili. Invece non può e non deve essere così". Lo sostiene in una nota il segretario regionale del Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea Piemonte, Alberto Deambrogio, commentando la morte di un operaio edile 67enne, da settimane ricoverato al Cto di Torino a seguito di un incidente sul lavoro avvenuto a Scarmagno.

"Chi ha responsabilità pubbliche deve battere un colpo e in fretta, smettendo intanto di smontare le leggi esistenti e di tagliare le risorse - aggiunge Deambrogio - e lottiamo per indicare alcuni obiettivi precisi: rilancio di sistemi di prevenzione e controllo, inasprimento di sanzioni penali per mancato adempimento degli obblighi relativi a salute e sicurezza, l'istituzione di una apposita Procura Nazionale dedicata a questi temi, l'Introduzione del reato di omicidio sul lavoro”.

Sul tragico episodio di Scarmagno è intervenuto anche il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, parlamentare dell'Alleanza Verdi Sinistra. “Continua la Strage di Stato sui posti di lavoro nell'indifferenza di questo governo impegnato in altro: nello 'spezzare le reni' alla Francia e nel fermare sul bagnasciuga poche centinaia di naufraghi. Troviamo sui giornali lenzuolate di interviste di ministri ed altri esponenti di questa destra condite di indignazione, accuse ed allarmismi ma non per gli omicidi su lavoro, bensì contro le Ong che salvano vite in mare”.