Ad oltre tre anni dall'incendio che distrusse il capannone C del comprensorio ex Olivetti di Scarmagno, ieri, nel corso del processo in corso al tribunale di Ivrea, sono arrivate le richieste di condanna da parte del pubblico ministero Chiara Molinari, nei confronti dei sei imputati finiti a giudizio. Il pm ha chiesto l'assoluzione per i due operai che quel pomeriggio (era il 19 marzo 2013) stavano lavorando ai lucernari del tetto: si tratta di Emanuele Gianpaolo e il collega Luca Blessent.
«Non erano operai formati per quel tipo di lavorazione e comunque si trattava di interventi non semplici. In più non erano neppure stati dotati di estintori» ha spiegato il pubblico ministero. Diversa, invece, la posizione degli altri imputati secondo la procura di Ivrea: chiesti 1 anno e 6 mesi per il datore di lavoro dei due operai, Bruno Guglielmetti, titolare della ditta di manutenzione Omg di Valperga e per il responsabile di Manutencoop Facility Management, Luca Barengo e per l'ex ad di CellTel, Domenico Pellegrini. E' stato chiesto anche un anno di reclusione per Rosario D'Addio e Domenico Voiglio, gli altri due dirigenti della Manutencoop.








