SCANDALO - Lettera anonima in redazione: «Indagate sull'Asa»

Prima ancora di ottenere la conferma da parte della procura di Ivrea, un "corvo" con una lettera anonima, aveva già svelato l'inchiesta in corso sul presunto (ed ennesimo) scandalo legato all'Asa, l'azienda rifiuti del Canavese. La lettera è giunta ieri pomeriggio alla redazione di QC. Timbro torinese e busta anonima con l'indirizzo della redazione stampato con il computer. All'interno una lunga lettera con tutti i dettagli dell'inchiesta e, soprattutto, la copia di un avviso a comparire spedito dalla compagnia d'Ivrea della guardia di finanza a uno degli indagati (adeguatamente mascherato con un pennarello nero).

Il procedimento penale della procura reca il numero di protocollo 963/13, segno che si tratta di un procedimento aperto già nel 2013. Non solo: secondo il corvo, la dicitura "Mod 21" indicherebbe la presenza, tra gli indagati, di persone note. Anche questo confermato, dalla procura, in quanto, tra le persone finite al centro dell'inchiesta, ci sarebbero degli amministratori pubblici locali.

Il corvo si chiede se la gara d'appalto per il passaggio del ramo rifiuti dell'Asa sia stata "indirizzata" verso l'azienda che è risultata assegnataria del servizio. Si fa riferimento alle fideiussioni sospette, ai soldi degli arretrati per i dipendenti e agli "esodati", ovvero gli ottanta ex dipendenti Asa che non hanno trovato posto nella nuova azienda. Argomenti dei quali, in questi mesi, QC si è occupato a ripetizione. A marzo, infatti, QC ha riportato le richieste di Edera Ambiente, l'azienda di Vercelli che, in questa vicenda, parrebbe parte lesa. Richieste che hanno, in qualche modo, velocizzato l'inchiesta della procura d'Ivrea.

Il corvo chiude con l'auspicio che la "verità venga fuori e che venga fatta giustizia". Chi ha scritto la lettera, seppur anonimo, ha già scelto da che parte stare.