SCANDALO FUNERALI A IVREA E CUORGNE' - I NOMI DEGLI INDAGATI

Nell'ordinanza firmata dal giudice Marianna Tiseo (84 pagine che riassumono l'attività d'indagine della procura e della guardia di finanza d'Ivrea) emerge un quadro particolare della gestione delle onoranze funebri in Canavese. Un quadro, va detto, forse noto già da tempo e che, probabilmente, è identico a quanto accade anche altrove. Non a caso i precedenti di questo tipo abbondano. Le indagini hanno portato alla luce un sistema di "mazzette" per convincere i dipendenti dell'Asl a vestire i defunti nelle camere mortuarie e a compilare con celerità le pratiche burocratiche. In qualche caso (uno solo realmente accertato fin qui dalle fiamme gialle) le mazzette servivano a "sensibilizzare" i parenti del defunto a rivolgersi a una determinata agenzia di pompe funebri.

Agli arresti domiciliari
Mauro Colmuto, 55 anni, di Cascinette d'Ivrea, operatore socio sanitario addetto alla sala mortuaria dell'ospedale di Ivrea
Pavese Giuseppe, 63 anni, di Forno Canavese, titolare dell'omonima impresa di pompe funebri a Ivrea

Pompe funebri coinvolte
Ceregati di Ivrea, Allera di Castellamonte, Aura di Ivrea, Bergonzo e Regis di Ivrea, Giglio Tos e Cattai di Ivrea, Bellis di Ivrea, Pavese di Ivrea, Florian di Strambino.

Gli indagati
Oltre alle due persone ai domiciliari, altri dieci sono stati colpiti dalla misura cautelare dell'obbligo di dimora nel Comune di residenza. Sono, in alcuni casi, titolari o collaboratori delle agenzie di pompe funebri nel mirino della finanza e, in altri casi, operatori degli ospedali di Cuorgnè e Ivrea

Le mazzette
Secondo le indagini, le persone finite nei guai erano solite elargire o incassare "contributi" in denaro di 50 o 100 euro per eseguir la ricomposizione e la vestizione del cadaveri di persone decedute a Ivrea e Cuorgnè o per il disbrigo delle pratiche amministrative (atti, almeno gli ultimi, rientranti nei loro doveri di servizio). In un caso il dipendente dell'Asl To4 d'Ivrea segnala ai parenti di un deceduto il nominativo della ditta di pompe funebri alla quale affidare il servizio (atto contrario ai doveri di pubblico servizio).

Le indagini
Oltre al video diffuso ieri dalla guardia di finanza, l'indagine si è avvalsa di numerose intercettazioni telefoniche tra gli operatori delle camere mortuarie di Cuorgnè e Ivrea. Tantissimi sms, inviati tra gli indagati, hanno permesso ai finanzieri di ricostruire parte di un giro d'affari che, a colpi di 50/100 euro a funerale, con una media di 4 decessi al giorno nei due ospedali, cubava per migliaia di euro al mese. Gli accertamenti, comunque, sono ancora in corso.