
SAN GIUSTO CANAVESE - Si avvia verso la conclusione il processo per lo scontro tra Tornado nel quale perse la vita, il 19 agosto 2014, il capitano Alessandro Dotto di San Giusto Canavese. La requisitoria del procuratore di Ascoli Piceno, Umberto Monti, è terminata con una richiesta di condanna e una di assoluzione.
Quel giorno nello scontro tre i due velivoli impegnati in un'esercitazione persero la vita quattro piloti: i capitani Mariangela Valentini, Alessandro Dotto, Giuseppe Palminteri e Paolo Piero Franzese. Il pm ha chiesto la condanna a 12 mesi di reclusione (pena sospesa) per Fabio Saccottelli, 46 anni, di Verbania, indagato quale capo cellula della pianificazione area target dell'esercitazione, e l'assoluzione per Bruno Di Tora, 50enne, originario di Caserta, all'epoca comandante del 154/o Gruppo, al quale era affidata la responsabilità della pianificazione dell'esercitazione.
I due militari dell'Aereonautica erano in servizio alla base di Ghedi (Brescia) dalla quale i due velivoli decollarono per l'esercitazione: sono entrambi accusati di omicidio colposo e disastro aviatorio colposo. La procura di Ascoli ha contestato negligenze nella pianificazione della missione e nell'assistenza agli equipaggi che si scontrarono poco dopo le 14 sopra Ascoli Piceno. I familiari dei piloti si sono costituiti parte civile. Secondo l'accusa la tragedia si sarebbe potuta evitare se i due equipaggi dei Tornado fossero stati informati in maniera più adeguata e precisa sulla sovrapposizione delle rotte. Secondo il procuratore non si è trattato di fatalità o di un loro errore, ma di mancata chiarezza delle informazioni. Il processo è stato aggiornato al 16 dicembre quando prenderanno la parola i legali di parte civile.
Alessandro Dotto era partito da San Giusto Canavese giovanissimo per inseguire i suoi sogni. Aveva frequentato il liceo scientifico e si era laureato in ingegneria aerospaziale. Pochi giorni prima dell'incidente era tornato in Canavese per festeggiare il compleanno del fratello. Una vita lontano da casa, sulle orme dell'amico e mentore Italo De Marchi, ma con il cuore sempre a San Giusto dove ritornava spesso per stare con la famiglia. Originario di Ivrea, aveva solo 31 anni quando perse la vita nell'incidente aereo. Fu uno shock per tutto il paese come testimoniano le immagini di allora (link sotto).








