SAN GIORGIO - Un buon successo per la due giorni di Slow Mays

Sabato scorso si è svolto il primo incontro nazionale della rete di Slow Mays. Insieme a Slow Food Italia hanno partecipato le Associazioni dei mais locali ed è stato un momento di condivisione e di presentazione delle diverse realtà presenti a livello nazionale. «E' stata un'importante occasione di incontro tra produttori, agronomi ed Università durante la quale si sono definite le linee guida della rete», dice soddisfatto il presidente dell'Associazione Antichi Mais Piemontesi, Loris Livio Caretto, canavesano di San Giorgio.

L'incontro è stato preceduto dalla visita all'Università degli Studi delle Scienze Gastronomiche con una guida d'eccezione: Silvio Barbero (Vicepresidente dell'università). «La domenica - ci racconta Loris Caretto - eravamo in una location dall'alto contenuto sociale e culturale, nella bellissima sede del Gruppo Abele, per questo abbiamo chiamato il nostro evento Libero Mais». Il convegno del mattino ha visto scendere in campo grandi professionalità, a partire dalla presenza della Camera di Commercio, all'Università di Torino, con il Dipartimento di Genetica agraria, all'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica in Piemonte, ed alla partecipazione di Slow Food Italia.

«Sono molto soddisfatto – prosegue il canavesano Caretto - non solo per la numerosissima partecipazione al convegno, ma anche per le numerose adesioni ai laboratori del gusto, tra i quali uno dei più seguiti è stato "Non è sempre polenta", nel quale appassionati, giornalisti e blogger hanno potuto degustare polente e dolci non solo piemontesi, ma anche di molte altre regioni d'Italia. Inoltre siamo riusciti ad organizzare i laboratori didattici. Moltissimi bambini hanno potuto scoprire la ricchezza e le varietà dei semi che creano un arcobaleno di colori». Davide Franz e Mark Roletto hanno esposto le pannocchie di mais delle differenti regioni italiane.