
Si è chiuso stamattina a Ivrea il processo a carico di una banda italo-albanese dedita a furti e rapine. Quattro le persone a processo, arrestate dai carabinieri a gennaio di quest'anno dopo la rapina ai danni di un assicuratore di San Giorgio Canavese. Il giudice ha condannato Arvit Sada, 34 anni albanese di Cuorgnè, a 5 anni e dieci mesi di reclusione; Giuliana Lomuscio, 25enne di Quincinetto, a due anni e otto mesi; Robert Kola, 32 anni di Prascorsano, a quattro anni; il fratello Fatos, 26enne, a due anni e otto mesi.
A far partire gli accertamenti è stata proprio la violenta rapina subita da un assicuratore di 65 anni di San Giorgio Canavese, ex calciatore della Juventus. La notte del 14 ottobre 2016, pochi minuti dopo le 3, Osvaldo D., mentre rientrava a casa da una serata trascorsa con amici, dopo aver varcato il cancello e aver percorso il viale che conduce all’ingresso dell’abitazione, fu aggredito da due soggetti con il viso coperto da passamontagna. Questi lo minacciarono puntandogli un cacciavite alla gola e lo colpirono ad una coscia con uno dissuasore elettrico, per poi sfilargli dal polso un orologio prezioso, una collanina in oro e la somma di 6.450 euro in contanti.
Dopodiché lo fecero entrare in casa e, sempre minacciandolo con il cacciavite, gli chiesero dove fosse la cassaforte e le armi. Dal momento che il malcapitato non dava indicazioni, i due lo rinchiusero in un vano caldaia e poi fuggirono. La vittima riuscì a liberarsi passando dal tetto attraverso una botola. Gli immediati accertamenti dei carabinieri si sono da subito focalizzati su una donna, conosciuta dalla vittima in altre occasioni. I successivi accertamenti svolti sul conto della donna e dei suoi contatti personali, hanno portato poi a stabilirne il ruolo nella rapina, ossia quello di “basista”, e ad individuare i due esecutori materiali.











