
SAN GIORGIO CANAVESE - Il Canavese e San Giorgio dicono addio ad una delle sue artiste più stimate e conosciute. Domenica 8 marzo 2026, è scomparsa Maricla Boggio. E' stata un'apprezzata scrittrice, drammaturga, giornalista, critico teatrale e regista, oltre che una delle prime documentariste Rai e la fondatrice del Teatro femminista della Maddalena. E' morta proprio nella Giornata internazionale delle donne, a cui con le sue opere e attività ha contribuito a dare voce nel panorama culturale italiano e non solo.
Nata nel 1937, si è laureata in legge a Torino, diplomata in regìa con Orazio Costa all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, dove ha tenuto le cattedre di recitazione, teorie e tecniche dell’interpretazione, drammaturgia. Maricla Boggio è stata docente di Espressività Teatrale, Scienza della Formazione di Viterbo (Università Salesiana). Ha diretto la rivista di teatro Ridotto. Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, ha portato in scena e pubblicato più di settanta testi teatrali.
«Addio alla cara concittadina Maricla Boggio - ha scritto sui social il sindaco di San Giorgio Canavese, Marco Baudino - In questa giornata di riflessione sui diritti, ricordiamo una donna che del racconto del sociale e del femminile ha fatto una missione professionale, unendo le avanguardie teatrali alle inchieste televisive. Maricla ha segnato la cultura italiana con uno sguardo sempre rivolto alla realtà e mai alla retorica. Per la nostra comunità resta indelebile il recente ricordo del 25 aprile 2023, quando insieme all'allora sindaco Andrea Zanusso venne portato al Teatro Belloc lo spettacolo “Maria Urtica: un'infanzia nel '45” con Laura Curino. Un momento di alta cultura e memoria che Maricla ha donato al suo paese. Oltre al profilo pubblico, mi unisco con commozione al dolore per la scomparsa di una cara amica di famiglia. Insieme al marito Francisco, è stata una presenza costante nelle estati di ritorno in villeggiatura a San Giorgio: gli incontri con loro erano l'occasione per discorsi mai banali, profondi e umanamente ricchi».








