
Rischia di chiudere la chiesa parrocchiale di San Colombano Belmonte, situata in via Don Bigando e costruita nelle forme attuali intorno al 1700. Consci del pericolo di perdere un tassello importante della storia del paese e un punto di riferimento per l’intera comunità, gli abitanti del piccolo ma vivace Comune dell’Alto Canavese si sono prontamente mobilitati: hanno imbracciato carta e penna e hanno raccolto ben 150 firme per chiedere di non interrompere la celebrazione delle messe settimanali nella parrocchia locale.
La petizione è stata inviata alla curia di Torino, con la speranza di veder accolte le richieste messe nero su bianco dai promotori dell’iniziativa. «Siamo venuti a conoscenza dell’intenzione di voler chiudere la nostra chiesa - scrivono nella missiva, inviata all'arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, i parrocchiani di San Colombano Belmonte – ne siamo molto dispiaciuti, in quanto, anche se è una piccola comunità, la Chiesa è stata un punto di incontro e di riferimento per molte famiglie cristiane»
Non solo per la Santa Messa: gli eventi ai quali fanno riferimento i residenti sono anche battesimi, cresime, comunioni, matrimoni e... funerali. «Ci sembra inopportuno togliere alla comunità un così importante luogo di culto, senza il quale perderemmo molte occasioni di ritrovarci tutti insieme la domenica. A nome di tutta la comunità di San Colombano Belmonte Vi preghiamo di riflettere cortesemente su un passo così definitivo, lasciandoci la possibilità di continuare a pregare con fede nella nostra Chiesa».








