
SAN BENIGNO CANAVESE - E' stato condannato a 16 anni Renato Vecchia (nella foto), il 46enne di San Benigno Canavese che, il 15 ottobre 2020, pochi giorni dopo essere uscito da una struttura di San Maurizio Canavese dove riceveva cure neuropsichiatriche per la sua depressione, uccise la madre, Ermanna Pedrini, 64enne, con numerose coltellate. L'accusa aveva chiesto una pena di 24 anni. All’uomo è stata riconosciuta la seminfermità mentale. La sentenza è stata pronunciata questo pomeriggio dal tribunale di Ivrea.
Il 15 ottobre 2020, Vecchia, mentre erano seduti a tavola per cena, aveva ucciso la madre con almeno 23 coltellate, dopo una lite forse provocata da motivi economici. Subito dopo era uscito dalla villa per vagare in auto per diverse ore fino alle 4 del mattino quando è rientrato a casa. Fuori dal cancello, sotto l’insegna del negozio «Ermanna acconciature», aveva appeso un cartello avvertendo i clienti che la madre per motivi di salute quel giorno non avrebbe ricevuto nessuno. La vittima lavorava come pettinatrice e riceveva i clienti direttamente nella villetta di via Ivrea a San Benigno dove si è verificato l'omicidio. A dare l'allarme sono stati i vicini e il fratello della donna, che ha chiamato il nipote allarmato.
A quel punto i sospetti sono proprio caduti sul 45enne che, nel frattempo, aveva tentato di far perdere le proprie tracce. L'uomo, fermato a Pont a casa di un amico, ha poi confessato l'omicidio. Ora sconterà la pena in libertà vigilata in una struttura psichiatrica di San Maurizio Canavese.








