SALUTE - Il WiFi è dannoso per i bambini delle scuole? Risponde l'Arpa
La polemica sulla decisione del sindaco di Borgofranco d'Ivrea di spegnere il wi-fi a scuola perchè potenzialmente pericoloso per gli alunni, impazza ormai sulla rete. Anche le tv nazionali hanno dato ampio seguito alla notizia. L'Arpa Piemonte ha puntualizzato alcune situazioni relative all'uso della tecnologia internet senza fili. Stando alle ricerche effettuate sono più elevati (e quindi potenzialmente dannosi) i campi elettromagnetici generati dai telefoni cellulari.
 
«I sistemi WiFi, abbreviazione di Wireless Fidelity, consentono l'accesso a internet tramite segnali modulati secondo protocolli definiti - spiegano dall'agenzia regionale per l'ambiente - quali ad esempio lo standard WiFi 802.11g, che opera a frequenze nella banda di 2.4 Ghz (gigahertz). Tali sistemi usano antenne (access point) che non possono trasmettere potenze elettromagnetiche superiori a 100 mW. Si tratta di valori di potenza elettromagnetica a radiofrequenza relativamente bassi e inferiori anche a quelli tipicamente emessi da un cellulare che funzioni con rete GSM.
 
Arpa Piemonte ha svolto diverse campagne di misura per caratterizzare i livelli di esposizione al campo elettromagnetico in ambienti indoor dove si usano sistemi WiFi, rilevando sempre valori di gran lunga inferiori sia al limite di esposizione di 20 V/m sia al valore di attenzione ed all’obiettivo di qualità di 6 V/m. Valori tipici di esposizione al campo elettromagnetico rilevati nel corso di queste misure sono risultati inferiori a 6 V/m, a distanze maggiori di circa 40 centimetri dall'access point, ed inferiori a 2 V/m, a distanze superiori ad 1 metro dall'access point. Vista l’estrema localizzazione dell’emissione elettromagnetica da questi dispositivi, si consiglia di posizionare sempre le antenne degli access point ad un’altezza di 2 m dal pavimento al fine di limitare comunque esposizioni indebite al campo elettromagnetico».