
A Salassa fanno sul serio. Visti i disagi provocati dai piccioni, dal momento che i dissuasori sonori non hanno ottenuto l'effetto sperato, adesso si passa alla «pillola antifecondazione», ovvero uno speciale mangime in grado di bloccare la riproduzione dei pennuti. In alcune città, come Firenze, il sistema ha funzionato: i colombi di Salassa, ora, dovranno fare attenzione anche a quello che mangiano.
Due anni fa il paese si è dotato di un sistema stereo che, in «dolby-surround», ha simulato la presenza di rapaci sui tetti delle case. In teoria, sentendo i versi fedelmente riprodotti dal dissuasore sonoro, i piccioni salassesi, per paura, si sarebbero dovuti convincere a lasciare il centro storico del paese. Non ha funzionato. I piccioni, infatti, non si sono fatti fregare: i versi delle aquile saranno stati anche fedeli ma, alla lunga, non vedendo predatori con i loro occhi, gli ostinati pennuti si sono convinti che, in fondo, quello fosse solo un tentativo maldestro di liberarsi di loro.
Ora tocca al mangime speciale. Il Comune ha messo a bilancio 1700 euro per sperimentare la pillola che dovrebbe bloccare la proliferazione dei piccioni.








