CANAVESE - Traffico di rifiuti ferrosi: tra i 51 indagati i titolari di una trentina di aziende della nostra zona - VIDEO

CANAVESE - Sono partite da Salassa, da un'azienda ora in liquidazione, le indagini della guardia di finanza che ha individuato un traffico illecito di rifiuti ferrosi per milioni di euro. Oltre 54mila tonnellate trattate in nero per un giro d'affari di più di 10 milioni. L'inchiesta, avviata nel 2016, ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per cinque persone, quattro canavesani e un uomo residente in Lombardia, ritenute promotrici del traffico illecito. Altre 46 persone sono indagate a vario titolo per reati ambientali e fiscali. Le loro posizioni potrebbero anche essere stralciate oppure inserite in un secondo procedimento. 

L'inchiesta fa riferimento ad un periodo compreso tra il 2013 e il 2018. Tra i 51 indagati dalla guardia di finanza figurano i titolari di numerose aziende dell'alto Canavese che hanno sede e stabilimenti a San Giorgio, Forno, Busano, San Ponso, Salassa, Valperga, Pont, Rivara, San Maurizio, Corio, Favria, Rocca e Pertusio. 

L'organizzazione, secondo le indagini coordinate dalla direzione distrettuale antimafia, riusciva ad aggirare la normativa ambientale e immettere in commercio rottami metallici (con enormi guadagni) che, in ragione della loro effettiva provenienza, dovevano essere sottoposti a specifici trattamenti di recupero. I primi indagati hanno distrutto le scritture contabili e i documenti dei quali è obbligatoria la conservazione ma la procura è riuscita comunque a risalire alle oltre 150 aziende coinvolte. Secondo le indagini il sistema era stato progettato per aggirare non solo le norme ambientali, ma anche quelle fiscali.