SALASSA - Tanta commozione e una «vicinanza delicata» per l'ultimo saluto al dottor Vincenzo Gerace

SALASSA - Commozione, silenzio, profondo cordoglio e gli occhi lucidi per una perdita ancora troppo difficile da accettare e comprendere. Così questa mattina un’intera comunità si è idealmente fermata e  stretta alla famiglia del dottor Vincenzo Gerace, 45 anni, rimasto vittima di uno spaventoso incidente stradale la scorsa settimana sulla pedemontana, alle porte di Ivrea. 

Centinaia di persone hanno atteso sul sagrato della chiesa parrocchiale di Salassa l’arrivo del feretro del conosciuto medico, accompagnato nel suo ultimo viaggio terreno dalle struggenti note dei Pink Floyd, di Fabrizio De Andrè e della toccante «Hallelujah» di Leonard Cohen. Nel primo banco i familiari di Gerace, poi i parenti e dietro di loro tanti amici, colleghi e conoscenti: «una vicinanza delicata», come sottolineato e richiesto nella sobria omelia dai sacerdoti, in un momento di enorme dolore e sofferenza. Solo le preghiere unite ad una presenza talmente forte da dare forma e sostanza a parole come «conforto» e «partecipazione», prima dell’addio al ben voluto 45enne.

Vincenzo Gerace, stimato medico in servizio per l'Asl To4, ha lavorato a lungo a Rivarolo Canavese e da qualche tempo era nell'organico della guardia medica di Cuorgnè e Castellamonte. Professionista di grande esperienza, aveva iniziato la sua carriera professionale in Canavese all’ospedale di Chivasso. Dal 2006 era in forza all'unità di continuità assistenziale dell'Asl To4, specialista in chirurgia maxillo facciale. Di recente era entrato a far parte anche delle «Usca», le unità inviate al domicilio dei pazienti malati di covid. Lascia la compagna Veronica con la piccola Sara, il papà Dionigi, la mamma Francesca e il fratello Alberto.