
RONDISSONE - Colpivano anche nell'area del Chivassese e, in particolare a Rondissone e Settimo, i malviventi arrestati dai carabinieri del comando provinciale di Torino questa mattina. Diciotto le misure cautelari in carcere nei confronti di appartenenti ad un gruppo criminale di origini rom, ormai da tempo stanziali nell’hinterland del capoluogo piemontese. Doranno rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere, rapina, furto in abitazione e con strappo, ricettazione, indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito e di pagamento, nonché truffa e danneggiamento seguito da incendio.
L'indagine, condotta dal Nucleo Investigativo di Torino tra l'inizio del 2018 e la fine del 2019, ha consentito di accertare l'esistenza di una banda dedita a numerosi reati. I componenti si organizzavano di volta in volta in «batterie» di diversa composizione e, in genere in orario notturno, mettevano a segno vari colpi, centrando più obiettivi, anche distanti tra loro e in diverse regioni d’Italia. Razziavano di tutto: anche aziende e camionisti in sosta, usando talvolta mezzi rubati come arieti per sfondare cancelli e vetrine, nonché minacciando gli autotrasportatori con un taser detenuto illegalmente. Complessivamente i militari dell’Arma hanno documentato 44 furti aggravati, 10 rapine, 5 truffe e 9 episodi di ricettazione di materiali di provenienza furtiva.
Tra i prodotti rubati, in modo particolare agli autotrasportatori, figurano anche numerosi imballaggi di scarpe di marca e prodotti cosmetici. In un’altra occasione si sono impossessati di una autovettura Alfa Romeo Giulietta ancora da immatricolare è di proprietà di FCA, scaricandola dalla bisarca che si trovava momentaneamente parcheggiata in Torino con l'autista a bordo che stava dormendo. Tra i furti accertati dai carabinieri quattro sono stati messi a segno a Rondissone, otto a Settimo Torinese e quattro nei paesi al confine della provincia di Vercelli.











