RONCO - I volontari del Soccorso Alpino non riposano mai
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I volontari non si riposano mai. Sabato 26 Aprile, nonostante il “ponte festivo”, per i tecnici del Soccorso Alpino sarà occasione di “lavoro”. In Valle Soana, infatti, a Convento di Ronco, si terrà un’esercitazione congiunta tra il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, rappresentato da alcune delegazioni alpine, ed il Soccorso Alpino e Speleologico Emilia Romagna, presente con quattro stazioni alpine e alcuni rappresentanti della delegazione speleologica. 
 
La giornata sarà interamente in capo alla Commissione Cartografica del Soccorso Alpino della XIIa Canavesana, per la specificità della suo operato: sviluppare e uniformare le tecniche di ricerca in superficie in ambiente montano, ostile e impervio, anche in funzione della pianificazione di protocolli condivisibili, in caso di interventi reali, con Enti dello Stato come vigili del fuoco, protezione civile, croce rossa, polizia, carabinieri, guardia di finanza.
 
È la prima volta che in Piemonte si svolge un’esercitazione dove è coinvolto il Soccorso Alpino di due servizi regionali. «Sarà un addestramento molto "mirato" per affinare tecnicismi, mezzi e metodologie di ricerca - fanno sapere dal soccorso alpino canavesano - sia a supporto dell'attività della commissione cartografica, che dell’addestramento delle squadre di terra durante le missioni di ricerca disperso». Vi parteciperanno anche numerose unità cinofile di ricerca in superficie, provenienti sia dal Piemonte che dall’Emilia Romagna. 
 
L’esercitazione, che prenderà il via alle 8.30 e avrà termine intorno alle 16.30, inizierà con il briefing delle operazioni di ricerca, esattamente come si procede in una situazione reale di ricerca persona dispersa. «Questa giornata è ancora una volta la conferma che una delle priorità del soccorso alpino, attraverso la sua attività di formazione e le esercitazioni ad essa correlate, è proprio quello di avere al suo interno figure specifiche, addestrate ad operare non solo in condizioni e negli ambienti più diversi, ma anche ad utilizzare tecnologie all’avanguardia».
 
Il volontariato, insomma, deve sempre più coincidere con la professionalità; in montagna, come in grotta o in qualsiasi ambiente ostile od impervio, la buona volontà (da sola) non salva la vita.