RIVAROLO - Truffe in tutta Italia: chiesti 70 anni di carcere
Truffe per oltre un milione di euro, dai generi alimentari alle auto di lusso: con quest’accusa il pm Ruggero Crupi, oggi, ha chiesto complessivamente settant’anni di carcere per i quattordici imputati nel processo «Supercar», in corso al tribunale di Ivrea. Sei anni e quattro mesi di reclusione la richiesta per Ippolito Mesoraca, 64 anni, e sei anni per l’ex moglie Maria Bevilacqua, 49, entrambi di Rivarolo Canavese, considerati a capo dell’organizzazione che ha poi coinvolto, tra il 2009 e il 2013, anche altri componenti della famiglia. Centinaia le persone truffate in tutta Italia. I carabinieri di Rivarolo, che hanno sgominato la banda, hanno recuperato nel corso delle indagini 460 assegni falsi; 234 le truffe accertate.
 
Per loro l’accusa principale è associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Sono 134 le parti civili individuate dal momento che la “holding delle truffe” ormai raggirava clienti in tutta Italia. Prima acquistando solo generi alimentari (compresi centinaia di chili di Parmigiano), poi passando ai biglietti ferroviari, ai gioielli e alle auto di lusso. 
 
Una vera e propria holding, secondo le indagini dei carabinieri di Rivarolo, dove ognuno aveva un compito ben preciso. Modus operandi sempre lo stesso. Acquisti con assegni scoperti o fasulli, effettuati sempre il venerdì sera. Quando la vittima, il lunedì dopo, andava a incassare il denaro, scopriva in banca l’avvenuta truffa. Troppo tardi. Ovviamente, gli autori, quasi sempre agivano fornendo generalità incomplete, in modo tale da sfuggire ai controlli successivi.