
Sono ore decisive per chiarire la dinamica dell’esplosione che ieri, a Rivarolo Canavese, è costata la vita a due persone. S’indaga soprattutto sulle condizioni di salute dell’uomo proprietario dell’alloggio al civico 7, dove è avvenuta la deflagrazione dovuta al gas. Gianfranco Bollero da tempo viveva solo in quella casa ed era seguito dai servizi sociali a causa di una presunta depressione. Per questo, ieri sera, si era fatta strada l’ipotesi di un suicidio. In casa, però, l'uomo non aveva nessuna bombola (come ipotizzato nei primi minuti dopo l'esplosione) e l'alloggio era allacciato alla rete del gas metano.
I primi rilievi effettuati all’interno dell’abitazione e sui resti del pensionato (morto carbonizzato) non avrebbero confermato la tesi del suicidio. In ogni caso bisognerà attendere gli esiti degli ulteriori accertamenti che la procura d’Ivrea ha ordinato per fare luce sulle cause della tragedia. Tanto più che l’esplosione, fortissima, non solo ha sventrato una casa e ucciso il pensionato, ma ha indirettamente causato la morte di un’altra anziana, Maddalena Cimarosa, 81 anni, che abitava nella casa accanto, al civico 1.
I parenti della donna hanno segnalato che la prima ambulanza del 118 è giunta in via Carducci solo dopo mezz’ora dalla prima chiamata. Particolare che sarà probabilmente oggetto di altri accertamenti da parte dei carabinieri, dal momento che l’anziana è poi deceduta all’ospedale d’Ivrea.
Questa mattina il Comune di Rivarolo ha dichiarato inagibile la palazzina al civico 7. In nottata i tecnici della Smat sono dovuti intervenire in via Carducci perché l’esplosione ha danneggiato anche i tubi dell’acqua potabile. Sul posto anche una squadra dell'azienda che gestisce l'impianto del gas. In giornata è atteso anche il sopralluogo tecnico dei vigili del fuoco che sarà determinante per le indagini.















