
Addio all'imprenditore Carlo Cuccodoro, 68 anni, figlio di Bruno, che insieme al fratello Mario aveva retto le redini della storica Salp di Rivarolo Canavese, la conceria che ha garantito alla cittadina canavesana sviluppo industriale e sociale, in quanto gestita in quello che, al tempo, era lo stile olivettiano. Carlo Cuccodoro è mancato all'ospedale di Galliate. Era stato anche consigliere comunale della Democrazia Cristiana di Rivarolo, incarico che lo aveva portato a rivestire il ruolo di capogruppo del partito nell'allora amministrazione del sindaco Rostagno.
La Società anonima lavorazione pelli, per Rivarolo, non è solo il rudere che adesso tutti possono "ammirare" all'ingresso della città. Oltre allo stabilimento, infatti, la Salp è diventata nel corso degli anni anche un villaggio residenziale creato per i dipendenti, una scuola, un centro sportivo e, più in generale, un modo di vivere il rapporto con un'azienda che ha dato benessere alla città. Negli anni d’oro c’erano anche 400 dipendenti nell’industria di corso Torino dove hanno passato la vita famiglie intere. Storia di uno stabilimento che, durante la seconda guerra mondiale, confezionava cappotti per donne, prima della conversione in conceria. Pelle per le scarpe più di classe, lavorando il grezzo dei capretti, dei montoni, dei vitelli. I peli e la lana si rivendevano per ottenere altro profitto. A Rivarolo gli operai si dividevano tra la Salp e il cotonificio Vallesusa, l’altra grande realtà industriale. Ma il modello dell’azienda che si fonde con la città arrivava da corso Torino.
Ottimo, per ripercorrere la storia dell'azienda, il documentario realizzato dal «Collettivo Cromocinque»: un film dedicato agli aspetti industriali, urbanistici e sociali della Società Anonima Lavorazione Pelli, dal 1919 al 1995 cuore pulsante dell'economia rivarolese.








