RIVAROLO-SAN BENIGNO - Sacripanti si difende: «Non rapino le prostitute»
Resta in carcere, almeno per ora, Luigi Sacripanti, 61 anni, ex marito della «mantide di Cairo Montenotte», al secolo Gigliola Guerinoni, comparso ieri davanti al giudice Tiseo del tribunale di Ivrea per l’interrogatorio di garanzia. Sacripanti è stato arrestato mercoledì dai carabinieri di Rivarolo Canavese. Bloccato in una stazione di servizio della ex statale 460 (al confine con Bosconero) a bordo di una Fiat Uno risultata rubata due giorni prima a Torino. 
 
Potrebbe essere l'auto che Sacripanti ha utilizzato per rapinare tre prostitute tra Carignano, Leini e San Benigno. «Ho sempre collaborato con la giustizia ammettendo le mie colpe – ha detto Sacripanti al giudice – e ho anche pagato per questo. Non sono io quello che state cercando. Quelle donne non le ho rapinate io». Sono state le prostitute a denunciare il sessantunenne ai militari. Il primo colpo risalirebbe al 4 novembre, due giorni dopo la scarcerazione dalla casa circondariale di Sanremo. Esigui i bottini delle rapine, sempre nell’ordine di un centinaio di euro. «Ci sono però alcuni dubbi – dice l’avvocato Mauro Bianchetti che difende Sacripanti insieme alla collega Bertoldo – perché le presunte vittime hanno fornito ai carabinieri solo una targa parziale dell’auto utilizzata dal rapinatore». 
 
Auto che sicuramente non è quella sulla quale l’uomo è stato fermato a Rivarolo. Almeno una delle lucciole, infatti, avrebbe raccontato ai carabinieri di un rapinatore a bordo di una Fiat Panda. Sacripanti, che ha alle spalle una carriera criminale di tutto rispetto ed è stato più volte arrestato dai carabinieri, a metà degli anni novanta, proprio quando sposò nel carcere di Venezia la Guerinoni, fu anche collaboratore di giustizia. La sua testimonianza fu fondamentale per smantellare una banda di calabresi dedita al traffico di armi e droga.