
RIVAROLO CANAVESE - La protesta di un gruppo di genitori della scuola dell'infanzia Bicocca di Rivarolo (link sotto) non ha lasciato indifferente la dirigente scolastica Brunella Buscemi che, in relazione a quanto lamentato da mamme e papà, ha preso carta a penna per rispondere puntualmente alle segnalazioni oggetto di una petizione.
«In collaborazione con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dell’Istituto e dei componenti della Commissione per la sorveglianza ed il monitoraggio delle disposizioni per la prevenzione della diffusione del Covid Sars 2 ho lavorato alacremente dalla fine delle attività scolastiche (metà giugno 2020 fino settembre 2020) per garantire il ritorno in sicurezza sanitaria di tutti i bambini dell’istituto che dirigo.
L’abolizione del riposino pomeridiano per quest’anno scolastico è stato frutto di una decisione che ha contemplato solo ed esclusivamente ragioni di sicurezza sanitaria e di contenimento della diffusione del contagio in caso di positività di un bambino nel gruppo classe. Infatti, in pieno accoglimento delle indicazioni dei documenti ministeriali, si sono creati sotto gruppi di sezione con numero ridotto di bambini per limitare al massimo la diffusione del contagio in caso di positività. Ciò ha richiesto l’utilizzo di tutti i locali a nostra disposizione, tra cui il dormitorio ed in alcuni casi la mensa; gli spazi a disposizione per il collocamento delle brandine per il riposino non permettevano di rispettare le regole di distanziamento necessarie tra un bambino e l’altro. Tuttavia in un’ottica di collaborazione con le famiglie e di rispetto delle esigenze fisiologiche dei più piccoli, ho dato la possibilità alle famiglie di usufruire di un orario flessibile di uscita, con la possibilità di prelevare i bimbi prima o dopo il pasto per il riposino a casa. Non tutti i Comuni limitrofi hanno disposto il riposino pomeridiano, ma solo quei plessi in cui la disponibilità di locali aggiuntivi ha permesso il distanziamento delle brandine.
I docenti non hanno obbligo di mantenere il distanziamento dei bambini: docenti e collaboratori sono stati dotati di idonei dispostivi di protezione per garantire loro la massima sicurezza nel contatto ravvicinato con i bambini che, proprio per la fascia di età, è inevitabile. Inoltre, da Contratto Nazionale Scuola non è assolutamente compito dei docenti assistere i piccoli durante le operazioni di pulizia in bagno, bensì è specifico compito dei collaboratori scolastici che, a quanto mi risulta, lo svolgono con la stessa accuratezza degli anni passati.
Gli arredi dell’ambiente didattico sono stati ridotti all’essenziale per permettere ai collaboratori scolastici una quotidiana igienizzazione e sanificazione a fondo di ogni parte dell’aula. Non è stato assolutamente vietato di appendere disegni, ma di ridurne la quantità proprio per agevolare la sanificazione quotidiana degli ambienti.
Inoltre, sono stati mantenuti tutti i giochi di grosse dimensioni proprio per la facilità di igienizzazione. Si sa che in questa età i bambini spesso portano alla bocca gli oggetti e la diffusione del virus passa soprattutto attraverso le goccioline di saliva. Proprio per evitare questo potenziale elemento di diffusione del contagio, i bambini utilizzano giochi di medie dimensioni che ne facilitano la quotidiana igienizzazione da parte dei collaboratori. I docenti sono stati invitati a privilegiare il gioco all’aperto ogni qual volta le condizioni atmosferiche lo consentano e i piccoli sono felici di poter giocare all’aperto.
Il richiamo alla frequente igienizzazione delle mani è una misura prevista dalle disposizioni ministeriali ed è comunque raccomandata ogni qual volta i bimbi toccano oggetti di lavoro, prima e dopo i pasti. In caso di allergie dichiarate da parte delle famiglie, ho concesso l’utilizzo di gel anallergico fornito da casa, purchè tra quelli autorizzati dal Ministero della Salute.
Ricordo alle famiglie che sono un dirigente della Pubblica Amministrazione tenuto all’applicazione ed al rispetto delle norme ministeriali; tuttavia, ho sempre cercato di coniugare il rispetto delle norme con il benessere e la sicurezza della salute a scuola dei bambini e conseguentemente delle loro famiglie e del personale scolastico. Durante un sopralluogo di due dirigenti di Asl To4 il nostro istituto ha ricevuto i complimenti per l’applicazione di un Piano di Sicurezza di Istituto che ha garantito la limitazione dei contagi ad una soglia molto bassa rispetto alla media in periodi critici.
Infatti, mi risulta che nessun bambino o operatore scolastico è stato contagiato dal virus in ambiente scolastico e che il numero di disposizioni di quarantene di classi e di bambini è stato veramente minimo in periodi di massima diffusione dei contagi, tenuto conto che ogni disposizione di quarantena dei bambini rappresenta per le famiglie un costo sociale e problemi organizzativi per l’accudimento dei minori a casa.
Sono veramente stupefatta che questo gruppo di genitori, a fronte di riunioni di inizio anno in cui ho ampiamente illustrato la situazione epidemiologca e la necessità delle disposizioni di sicurezza adottate non abbia manifestato alla scrivente alcuna richiesta o rimostranza, per passare direttamente alla stesura di un documento di lamentele da pubblicare sui giornali. Mi duole rilevare che, a fronte di tanta disponibilità al dialogo e di flessibilità della dirigenza, in un momento di grande difficoltà per tutti, un gruppo di genitori non abbia apprezzato l’enorme sforzo operato per garantire un rientro a scuola che coniugasse il diritto allo studio con la necessaria tutela della salute pubblica. La lotta alla pandemia deve per forza passare attraverso la collaborazione e la buona volontà di ciascuno di noi».








