
Diventare appassionati di ortocultura come riscatto sociale. A Rivarolo Canavese arriva il progetto “Formare per seminare e raccogliere”, promosso dal Movimento Lavoratori di Azione Cattolica, Caritas Italiana, Progetto Policoro, Consorzio Socio Assistenziale Ciss 38, Coldiretti, cooperativa agricola Garavot e Comune. La strategia di attuazione del progetto prevede il coinvolgimento di un’area sociale di popolazione che, in momenti di difficoltà economica, fruisce dei sussidi e dei supporti della Caritas nonché dell’ assistenza che i Comuni forniscono attraverso l’intervento istituzionale del Ciss 38.
A questi soggetti, previa una selezione che valuta la disponibilità e le attitudini dei singoli, verrà proposto un percorso volto a fornire gli strumenti, in termini di formazione tecnica e di attrezzatura, per approcciare il tema della coltura orticola e della produzione diretta di derrate derivanti da tale attività. «Si tratta di una prima fase che, auspichiamo, potrà trovare successivo sviluppo nella successiva costituzione di un’attività agricola cooperativa – dice il vicesindaco di Rivarolo, Edo Gaetano - e nella commercializzazione di derrate a prezzi contenuti, a beneficio delle fasce deboli della cittadinanza e del territorio».
Il progetto è stato presentato martedi nella sala consiglio di palazzo Lomellini dal responsabile diocesano della pastorale sociale e del lavoro, don Tonino Pacetta, e dal vicesindaco e assessore alle politiche sociali del Comune, Edo Gaetano. Una trentina gli aspiranti contadini già coinvolti nell’iniziativa. Fine ultimo dell’iniziativa, che impegnerà volontari e addetti per tutto il 2015, la promozione di un vero mercato a chilometri zero che potrà garantire sostentamento, anche economico, e riscatto sociale per i novelli agricoltori.
Un progetto pilota, destinato ad essere esportato in altre realtà dell’alto Canavese, dove la Caritas e le parrocchie, insieme ai servizi sociali, stanno tentando di far fronte a un continuo aumento delle richieste d’aiuto. Tra le associazioni che hanno aderito al progetto ci sono la Caritas di Forno Canavese, la San Vincenzo di Cuorgnè e Castellamonte, l’associazione “Con altri occhi” di Valperga, l’associazione “La tartaruga” di Cuorgnè e l’associazione “Domenica Naretto” di Rivarolo.








