
Ancora nessuna novità nelle indagini per l’omicidio del felettese Pierpaolo Pomatto, 66 anni, trovato morto lo scorso diciannove gennaio a Vesignano di Rivarolo. Giustiziato da un killer che gli ha sparato un colpo di pistola alla nuca. E’ passato quasi un mese dall’omicidio ma, come avevano preannunciato dalla procura di Ivrea, non sarà facile arrivare all'assassino. I carabinieri stanno seguendo una pista ben precisa che riguarda ovviamente il passato di Pierpaolo Pomatto. Per ora non trapela nulla se non che, nelle scorse settimane, sono state sentite decine di persone. Molte di queste vicine al pregiudicato negli ultimi anni.
Il passato dell'uomo giustiziato a Rivarolo è ricco di precedenti. Spaccio di droga, truffa, estorsione, furto. Per questo gli investigatori si sono trovati a vagliare diverse piste. Quella più concreta, per ora, dovrebbe essere quella dello spaccio di cocaina. Una sorta di ritorno alle origini per il felettese che, nel dicembre del 1981, era finito in carcere la prima volta proprio per lo spaccio di stupefacenti. C'è chi giura, a Feletto, che Pomatto, da qualche mese, avesse deciso di cambiare vita, di chiudere definitivamente con quel passato ingombrante, fatto di errori a volte non voluti. Non avrebbe fatto in tempo a cambiare rotta: qualche conto in sospeso lo ha condannato a una morte atroce.
Forse Pomatto ha tentato di entrare nel giro dello spaccio locale (ultimamente molto fiorente) ma così facendo avrebbe pestato i piedi a criminali senza pietà e con un passato criminale e violento ben diverso dal suo. Da qui l’esecuzione che si è concretizzata la sera del 18 gennaio alla periferia di Rivarolo. Il corpo è stato trovato in aperta campagna, quasi coperto da numerose banconote da 50 euro. Banconote ovviamente false.








