
L'Arpa ha aggiornato i report sulla centrale a biomassa del Vallesusa a Rivarolo Canavese, gestita, tramite la Sipea, dal colosso francese Gdf-Suez. Anche nei mesi di marzo e aprile, stando ai dati dello Sme, il sistema di autorilevazione dell'azienda che fornisce i dati dall'Arpa, non ci sono stati sforamenti nelle emissioni di inquinanti. Da gennaio i report pubblicati sul sito dell'agenzia regionale per l'ambiente sono gli unici dati "pubblici" sulle emissioni della centrale a biomassa.
Aprile e marzo, comunque, hanno confermato il trend dei mesi precedenti che, a febbraio, era stato "accompagnato" dalla centralina di monitoraggio dell'Arpa piazzata in centro a Rivarolo. Ad aprile, secondo le medie orarie mensili rilevate dallo Sme, la centrale ha prodotto più ossidi di carbonio e meno ossidi di azoto rispetto al mese precedente. In aumento le polveri, triplicate tra marzo e aprile. I dati sono sempre rimasti al di sotto dei valori massimi previsti per legge.
Quello della centrale a biomassa di Rivarolo resta uno degli argomenti caldi per la città. Lo stesso sindaco, Alberto Rostagno, dovrà a breve chiarire la sua linea di pensiero (sua e della giunta) in vista del rinnovo delle concessioni d'esercizio che scadono l'anno prossimo. In campagna elettorale si è fatto un gran parlare di controlli e monitoraggio, specie per quanto riguarda le emissioni, ma al momento il controllo pubblico è affidato ai dati privati forniti dall'azienda. Un po' poco per garantire quella trasparenza che l'amministrazione comunale chiederà all'azienda e all'Arpa.








