RIVAROLO - Muore annegato nel sottopasso per Feletto: «In quel tunnel c'erano già stati numerosi allagamenti»

IVREA - Seconda udienza, questa mattina, al tribunale di Ivrea, per il processo relativo alla morte di Guido Zabena, l'operaio di Favria che il 3 luglio 2018 morì nel sottopasso allagato tra Rivarolo e Feletto. A processo per omicidio colposo il sindaco, due assessori e due tecnici comunali di Rivarolo. Nell'aula magna del Gramsci, questa mattina, sono stati ascoltati gli esponenti del «Comitato Mobilità e sviluppo Alto Canavese»: Flavio Vacca, Graziano Colacicco e Alberto Gallo Lassere (ex comandante della polizia locale di Rivarolo). 

Il sottopasso tra Rivarolo e Feletto dove perse la vita Guido Zabena si era già allagato altre volte e per questo motivo, nel novembre 2017, il comitato aveva presentato un esposto al Comune di Rivarolo chiedendo di intervenire per la messa in sicurezza. Esposto scaturito dalle richieste dei residenti della zona e da un sopralluogo, effettuato il 30 settembre, nella zona del sottopasso. Con quel documento il comitato chiese un intervento manutentivo delle pompe, la chiusura dell’armadio comandi, il ripristino della canalina di scolo, la pulizia dell’area. 

Nel corso dell'udienza è emerso che, a fronte di pregressi allagamenti, era stato effettuato un intervento di manutenzione (tramite ditta esterna) il 28 giugno 2018, ovvero cinque giorni prima della tragedia. In quell'occasione, secondo la titolare della ditta di San Maurizio Canavese, venne asportato dalla vasca delle pompe (chiamate ad intervenire in caso di allagamenti nel sottopasso) solo la parte liquida mentre il materiale solido (fango e altri detriti) non venne portato via in quanto sarebbe servita un'autocisterna.

Sono stati poi sentiti i tre ragazzi di San Giusto e Lusigliè che quella notte, nel corso del violento nubifragio che si abbattè sulla zona, chiamarono ripetutamente il 112, il 115 e il 113 per chiedere l'invio dei soccorsi. Il processo riprenderà l'undici marzo 2022.