RIVAROLO - Muore annegato nel sottopasso: il Comune non sarà parte civile al processo per omicidio colposo

RIVAROLO CANAVESE - Il Comune non sarà parte civile nel processo per omicidio colposo che si terrà a Ivrea, nel corso di quest'anno, in relazione alla morte di Guido Zabena, l’operaio 51enne di Favria che nel luglio 2018 morì annegato nel sottopasso che porta a Feletto. L'altra sera il Consiglio comunale ha bocciato la richiesta del capogruppo del centrodestra Fabrizio Bertot che chiedeva all'ente di costituirsi parte civile «a fronte di un danno d’immagine e materiale».

La maggioranza ha respinto la richiesta: «La famiglia della vittima è stata risarcita tramite la nostra assicuazione e il danno d'immagine è opinabile - ha spiegato il capogruppo Lorenzo Vacca – senza voler sminuire quello che purtroppo è successo va sottolineato che ci sono delle persone fisiche che, eventualmente, ne risponderanno. Il Comune, in quanto ente pubblico, non è parte in causa». Bertot ha bollato la decisione come «incoerente» dal momento che il Comune, qualche anno fa, aveva chiesto da parte sua il risarcimento di 70mila euro per danno d'immagine. Ovviamente si trattava di un procedimento ben diverso.

Le indagini per la morte dell'operaio di Favria hanno portato all'iscrizione nel registro degli indagati (a vario titolo) del sindaco Alberto Rostagno e degli assessori Francesco Diemoz e Lara Schialvino. Oltre ad Enrico Colombo, capo settore lavori pubblici del Comune, Sergio Cavallo, comandante della polizia locale, e i progettisti romani del sottopasso Pietro Sebastianelli, Maurizio Mariani, Sergio Gaudiano, Massimo Guerrini e Roberto Mellano.