
Aveva solo 19 anni Andrea Grassotti, il ragazzo di Rivarolo Canavese stroncato da una maledetta leucemia il giorno di Natale. Questa sera, giovedì 27, alle 18.15 sarà recitato il Rosario nella chiesa parrocchiale di San Giacomo. Domani, venerdì 28, alle 14.30, nella stessa chiesa l'ultimo saluto della città allo sfortunato 19enne. Andrea ha lasciato la mamma Stefania e il papà Luciano, la sorella Alessia e i nonni Luciano, Lorena e Nucci. Ha sempre lottato contro una malattia che, purtroppo, non lascia scampo. Studente dell'istituto alberghiero Carlo Ubertini di Chivasso, grande tifoso della Juventus, era un ragazzo solare e sempre disponibile ad aiutare gli altri. Lo stanno rimarcando, in queste ore di grande dolore, tutti gli amici che hanno scelto di affidare ai social i loro pensieri.
«È da quando l’ho saputo ieri sera che chiedo a Dio perché non ha preso me al posto tuo, tu eri quello che meno se lo meritava tra tutti. Mi ricordo che molte volte parlavamo dei nostri futuri matrimoni e mi si stringe il cuore a pensare che non potrò assistere al tuo», scrive un amico. «Un compagno di scuola, ma non solo - dice una compagna di scuola - un amico e un secondo fratello. Non posso dimenticare tutto ciò che abbiamo passato e affrontato assieme. Ora sei diventato un angelo, un angelo speciale. Il nostro legame era forte e se anche ora siamo distanti, sono sicura che non si distruggerà. Grazie di tutto amico mio».
«Ricordo come se fosse ieri, il tuo diciottesimo compleanno, è stato stupendo. Ti vogliamo bene e rimarrai nei nostri cuori. Non doveva andare così, poi proprio la sera di Natale. Sei stato un guerriero sulla terra contro la malattia. Ora però hai lasciato un vuoto che nessuno potrà riempire. RIP amico mio». E ancora: «Ci siamo sentiti pochi giorni fa in cui dicevo che volevo venire a trovarti perché di sicuro ti annoiavi sempre a letto ma non potevo perché eri in una fase delicata, allora ci siamo promessi che appena si sarebbe calmata la situazione ci saremmo incontrati. In passato mi ero ripromesso di fare di tutto per non perdere altri amici e proprio come allora più che triste mi sento incazzato per non averti potuto dire addio con le lacrime agli occhi, è stato improvviso e ora rimane solo la rabbia, la sofferenza, l’impotenza e la mia inutilità».








