RIVAROLO - L'Urban Center diventa set cinematografico
Strani Film ha iniziato le riprese del film «I Cormorani», opera prima del regista Fabio Bobbio. Il film racconta l'estate di due ragazzini nel delicato momento di passaggio tra l'infanzia e l'adolescenza, interamente ambientato nella zona dell'Alto Canavese, sarà realizzato durante l'estate con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte, Regione Piemonte, il patrocinio del Comune di Rivarolo Canavese.
 
Determinante è stato il ruolo di alcuni imprenditori canavesani e realtà associative che hanno scelto di sostenere la produzione del film: l'Associazione Sportiva Golden River, le aziende Fratelli Castagna di Oglianico e Space 2000 S.p.A., col suo marchio di abbigliamento Bomboogie, oltre al Consorzio degli Operatori dell'Urban Center, hanno tutti contribuito fornendo l'apporto delle risorse necessarie per la realizzazione del film. Un segnale importante  dagli imprenditori per lo sviluppo di attività culturali che sanno esportare in tutto il Paese, e nei festival di cinema internazionali, uno sguardo su un territorio non pienamente valorizzato e poco conosciuto; un affresco accorato e sincero sul Canavese che solo chi, come il regista Fabio Bobbio, lo ha vissuto dall'infanzia è in grado di restituire sotto forma di opera filmica.
 
Martedì 14 luglio, dalle 15.00 alle 17.00 all'Urban Center di Rivarolo Canavese avranno luogo le riprese del film, con la presenza del Coro Gran Paradiso di Pont Canavese che si esibirà cantando una selezione del repertorio in scena, all'interno della galleria commerciale. Fabio Bobbio, dopo aver vissuto sette anni all'estero, ha scelto di raccontare una storia intima ambientata nel territorio in cui è nato.
 
«Ciò che mi spingeva a pensare all'ambiente in cui ero cresciuto non era tanto la nostalgia di casa o del passato, quanto la voglia di analizzare con il giusto distacco - dato dalla lontananza fisica - i ricordi e il senso di appartenenza a un luogo che ricordo mio soprattutto nel periodo che va dall'infanzia all'adolescenza. Da qui l'idea di riorganizzare in modo analitico le tracce e le sensazioni, riviverle in quegli spazi attraverso l'esperienza di due pre-adolescenti di oggi. Gli ambienti assumono il ruolo di terzo protagonista del progetto ed era inevitabile che la scelta cadesse sui luoghi reali della mia giovinezza».