
Poca acqua, pochi pesci. Questa mattina, a Rivarolo Canavese, i tecnici dell'Arpa di Torino e Ivrea hanno effettuato un lungo sopralluogo di monitoraggio nelle acque del torrente Orco, in risposta alle numerose segnalazioni degli ultimi mesi, relative soprattutto all'assenza di fauna ittica. E, in effetti, con l'acqua molto bassa, anche i controlli dell'Arpa avrebbero confermato la quasi assenza di pesci in un tratto di torrente che, un tempo, era invece molto popolato. Veri e propri danni sarebbero stati causati all'ecosistema del torrente Orco dall'assenza di acqua.
Assenza dovuta non solo alla siccità ma anche dalla captazione della risorsa per svariati utilizzi. Qualche anno fa, in consiglio provinciale, si discusse dei possibili danni provocati dalla derivazione di acqua destinata al canale di Caluso. L'allarme era stato lanciato a fronte della difficile situazione dell’Orco nel tratto Castellamonte-Feletto, dove il torrente, nei periodi di secca, è ridotto ad un rigagnolo d’acqua. La Provincia, allora, aveva annunciato l’installazione di nuovi misuratori di portata nei canali derivatori, smentendo segnalazioni relative a problemi di sopravvivenza della flora e della fauna.
Le nuove analisi dell'Arpa, sulla qualità e sulla quantità dell'acqua, però, potrebbero riportare d'attualità il problema. Un torrente sostanzialmente «morto» dal punto di vista ittico, sarebbe un danno per tutto l'ecosistema canavesano che ruota attorno a uno dei corsi d'acqua più importanti della zona. Specie per quanto riguarda l'area che da Cuorgnè, attraversando Rivarolo, scende fino a Feletto e San Benigno Canavese. Altro osservato speciale da parte dell'Arpa è il torrente Malone dove, sempre in giornata, sono stati eseguiti ulteriori campionamenti sull'acqua.








