RIVAROLO - L'alunno disabile rimasto senza maestra di sostegno

Una denuncia in procura, a Ivrea, e un esposto al provveditorato. Mamma e papà del piccolo Alessandro (nome di fantasia) vogliono andare a fondo della questione, dopo che la maestra della «Gibellini Vallauri» di Rivarolo Canavese avrebbe umiliato loro e il loro figlio autistico, convocando una riunione con tutti i genitori e i compagni di classe per raccontare le presunte «malefatte» del bimbo. La reazione della maestra, un'insegnante con quasi 40 anni di esperienza tra i banchi di scuola, decisamente fuori luogo, è stata però la risposta a un periodo particolarmente difficile, durante il quale il piccolo Alessandro, nonostante la sua malattia, è rimasto senza insegnante di sostegno. Questo perchè la certificazione della sindrome di Asperger è arrivata dall'Asl di Ivrea solo a novembre. Fuori tempo massimo, in teoria, per ottenere un insegnante di sostegno in più. La scuola si è quindi trovata scoperta e ha ovviato con insegnanti volontari.

«La documentazione clinica riguardante il nostro alunno è stata spedita il 16 novembre - dice il preside della scuola elementare, Alberto Focilla - noi la procedura l'abbiamo seguita alla lettera anche se da Torino è arrivata una circolare che specificava l'impossibilità di aumentare la pianta organica degli insegnanti di sostegno, con riferimento alle richieste dopo il 30 ottobre». Insomma la scuola ha fatto tutto quello che poteva per ottenere un insegnante di sostegno in più. «Se poi mi si contesta il fatto di non aver sollecitato costantemente l'invio di un docente aggiuntivo - spiega Focilla - allora ammetto di non aver provveduto. Non è prassi, per quanto mi risulti, insistere giorno per giorno fino a quando non si ottiene un riscontro. Ci sono delle regole e noi le abbiamo rispettate». 
 
«Il bambino, adesso, grazie all'impegno di altre insegnanti, è sempre seguito in tutte le ore di lezioni. Garantiremo comunque questa copertura, salvo imprevisti. Purtroppo nel mese di febbraio, a causa di molte richieste di mutua, non siamo riusciti a coprire tutte le giornate e questo ha generato il disagio che l'insegnante ha palesato il 25 febbraio davanti a genitori e bambini».  Per ora non verranno presi provvedimenti nei confronti dell'insegnante. «Venerdì abbiamo fissato un incontro con la maestra, la famiglia e i servizi socio assistenziali del territorio. Faremo il punto della situazione tutti insieme. Anche la famiglia, che ha tutte le ragioni per lamentarsi di quello che è successo, ha dato disponibilità al dialogo. Credo che affrontare il problema con serenità, possa risolvere questa delicata situazione. Il mio obiettivo, adesso, è ricostruire un rapporto tra la scuola e la famiglia del bimbo».