
Non c'erano (per fortuna) rifiuti pericolosi o tossici tra quelli andati in fumo lo scorso 7 giugno alle Gave di Rivarolo Canavese. Lo ha stabilito l'Arpa nella relazione consegnata al Comune dopo un secondo sopralluogo effettuato il 23 giugno. L'amministrazione di Rivarolo ha così dato mandato alla Teknoservice, che si occupa della raccolta rifiuti sul territorio, di recuperare la catasta andata a fuoco sulle rive dell'Orco, composta principalmente da pneumatici e fusti di ignota provenienza. Costo dell'operazione 4840 euro, ovviamente a carico dei cittadini rivarolesi. Ed è andata ancora bene: le prime stime, ipotizzando la presenza di rifiuti pericolosi, parlavano di preventivi per la raccolta e smaltimento di almeno 10 mila euro.
Gli agenti della polizia municipale hanno passato al setaccio i fusti abbandonati e dati alle fiamme, senza però trovare indicazioni precise sulla loro provenienza. Attorno alle latte, gli incendiari hanno posizionato dei pneumatici, per avere la certezza che i rifiuti prendessero fuoco. L’enorme colonna di fumo (ben visibile da diversi Comuni della zona) era stata immortalata anche dai nostri lettori.
«Per fortuna l’intervento delle squadre dei pompieri è stato tempestivo – dice in merito il sindaco Alberto Rostagno – i fusti erano stati piazzati in una zona boschiva, lontano da occhi indiscreti. Un cittadino ha visto la colonna di fumo nero e ha subito chiamato il 115». I vigili del fuoco hanno contenuto il rogo prima che potesse estendersi alla vegetazione e mettere in serio pericolo anche alcune abitazioni delle Gave. Un altro incendio simile, sempre alle Gave, si è verificato anche nel pomeriggio del 2 luglio, segno che quello delle discariche abusive, purtroppo, è un problema che riguarda molti Comuni della zona.











