
Sono stati salvati dalla nave San Marco, della marina militare, al largo delle coste siciliane. Dopo un viaggio, dal Mali, durato diversi giorni. Stremati, senza cibo, acqua e vestiti, sono poi sbarcati a Siracusa e da lì, in aereo, spediti a Caselle. Venerdì notte il trasporto, con i mezzi della croce rossa, all'hotel Europa di Rivarolo che, come due anni fa, è tornato a popolarsi di migranti.
Sono 56, tutti ragazzi del Mali e della Costa d'Avorio. I più fortunati, al loro arrivo, avevano i piedi avvolti nelle borse di nylon. Gli altri completamente scalzi. Seminudi, insomma, partiti da un mese perennemente in guerra in cerca di fortuna. La loro sorte, come previsto dal Ministero dell'Interno e dalla prefettura, è stata affidata a una cooperativa di Torino che si occuperà di accompagnarli fino alla richiesta di asilo politico in Italia. Nel frattempo (almeno sei mesi) i migranti resteranno all'hotel Europa, struttura che il proprietario ha direttamente affittato alla cooperativa torinese.
In questi giorni partiranno le pratiche per il rilascio dei documenti provvisori. I profughi, infatti, sono arrivati in Italia provvisti solo di un numero che è stato assegnato loro a bordo della San Marco. Niente documenti e niente identità. Come se nessuno di loro esistesse. Gli operatori della cooperativa, nel weekend, grazie al Sermig e ad altre associazioni, sono riusciti a procurare ai migranti cibo, vestiti e generi di prima necessità. L'indispensabile per ricominciare a vivere.








