CANAVESE - Truffa del «pacco bloccato»: anche diversi canavesani vittime del raggiro

CANAVESE - Truffatori ancora in azione e ignari cittadini raggirati via telefono. Succede in queste ore anche alle nostre latitudini. «Il tuo pacco è stato bloccato, segui le istruzioni». E’ il contenuto del messaggio sms che è stato recapitato nei giorni scorsi ad alcuni sfortunati canavesani caduti nel pericoloso tranello del finto corriere.

«Mi è arrivato sullo smartphone un messaggio con scritto “Il tuo pacco è stato bloccato, segui le istruzioni” – racconta un rivarolese, rimasto vittima del raggiro – siccome ero in attesa della consegna di alcuni acquisti fatti su internet nei giorni precedenti ho cliccato il link per sbloccare la spedizione. Il sito in questione era di fatto molto realistico e apparentemente uguale a quello dell’azienda logistica in questione. Quando mi sono accorto di cosa stava succedendo e che in realtà il sito era stato creato da truffatori mi si è gelato il sangue. Per fortuna, sono riuscito a bloccare subito l’accesso alla mia carta di credito».

Complice la pandemia ultimamente è aumentata molto l’abitudine degli italiani di fare shopping sul web. Non è la prima volta che i truffatori scelgono, quindi, telefoni e smartphone per cercare di carpire la buona fede dei cittadini e rubare numerosi dati sensibili come ad esempio quelli relativi ai conti corrente oppure alle carte di credito.

«Continuano a giungerci numerose segnalazioni su un tentativo di truffa online tramite il cosiddetto smishing. Sono sempre più, infatti, le persone che ricorrono agli acquisti online – fanno sapere dalla Polizia di Stato - I truffatori ne approfittano per cercare di rubare dati personali e bancari. La truffa si realizza attraverso l’invio di un Sms o di una mail con i quali viene richiesto il versamento di una modica cifra di denaro e l’inserimento dei propri dati e quelli della carta di credito per “sbloccare” un pacco in spedizione. Ricordiamo sempre di non cliccare mai sui link che arrivano via mail o via sms senza aver prima accertato che siano veri attraverso i siti web ufficiali dei marchi in questione. In caso di sospetti segnalate al portale della nostra Polizia postale».

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