RIVAROLO CANAVESE - Il sogno di Tania è realtà: un successo la raccolta fondi per aiutarla con l'assistenza notturna - FOTO
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RIVAROLO CANAVESE - Dopo il verbo «amare» il verbo «aiutare» è il più bello del mondo. Lo sanno molto bene i canavesani che, ancora una volta, si sono confermati da medaglia d’oro olimpica in solidarietà. Obiettivo centrato in pochi giorni per la raccolta fondi per aiutare Tania Bocchino nella sua battaglia contro la malattia e a pagare l’assistenza medica notturna, in modo da non finire «confinata» in una struttura.

A darne notizia è stata la stessa canavesana affetta dalla nascita da Atrofia Muscolare Spinale di tipo II: «Questa mattina, al risveglio, ho avuto una piacevolissima notizia: la vostra solidarietà mi ha portata a raggiungere l’obiettivo prefissato in poco meno di una settimana. A raggiungerlo e, addirittura, a superarlo. E, come vi avevo promesso, sono qui a svelarvi quel famoso sogno della mia wishlist immaginaria, da cui ha preso vita l’idea della raccolta fondi. La raccolta fondi, infatti, lungi dall’essere un egoistico tentativo di assurgere a privilegiata rispetto ad altre persone meno fortunate, ha sempre avuto l’obiettivo di sondare la vostra propensione al cambiamento. Cambiamento che si configura nella rivisitazione del concetto di disabilità. Essere persone affette da una grave disabilità non significa, infatti, non avere una ferma volontà di scegliere se e dove vivere, con chi vivere e in quale modo vivere. Chi ha una disabilità grave, spesso, resta intrappolato nella propria condizione fisica e nella totale impossibilità di partecipare attivamente alla vita sociale e politica del Paese, soltanto perché non riceve un’adeguata assistenza. Perciò occorre che lo Stato si impegni per riqualificare il ruolo degli assistenti personali e per riconoscere loro una retribuzione adeguata».

In una settimana circa sono stati raccolti più di 6mila euro. «Ecco, se la mia storia ha mosso il cuore di tutti voi, allora la stessa mia storia può essere vista come il racconto esperienziale di molte altre persone con gravi disabilità – aggiunge Tania, che è stata aiutata finora da suo padre, il suo angelo custode, oggi 78enne - In altre parole, quel famoso sogno di cui vi ho fatto menzione si è realizzato proprio grazie a voi. L’interesse politico si sta palesando, permettendomi di avviare una, mi auguro, proficua comunicazione con la Regione Piemonte e — in un volo pindarico della mia creativa e intraprendente volontà — con il Ministero. Per ora vi basti sapere questo. Nei prossimi aggiornamenti vi svelerò, pian piano, tutto ciò che la vostra generosità hs smosso e infiammato. Dapprima, la mia resiliente volontà di fare qualcosa non solo per me, ma anche per il prossimo. Inneggiare alla vita, per chi desidera vivere. A una vita vera, soddisfacente, piena di concrete possibilità. Quello che ho voluto e voglio tuttora dire con questa raccolta fondi (che lascerò aperta ancora un paio di giorni, perché qualsiasi contributo aggiuntivo mi permetterà di prolungare la mia aspettativa di libertà) non è che ogni singola persona con disabilità può contare solo sulla generosità altrui, bensì che tutti noi, un domani così vicino da configurarsi dietro l’angolo, potremo contare sull’effettivo riconoscimento dei nostri diritti da parte del Governo italiano. Farò di più, ve lo prometto. Ho sogni molto grandi, decisamente più grandi di me. Ma ora so che anche voi li avete e che, insieme, possiamo lanciare un messaggio in grado di smuovere l’intero Paese».