
RIVAROLO CANAVESE - «Appena installate, già imbrattate». E' l'amaro commento dell'assessora di Rivarolo Canavese, Alessia Cuffia, dopo l'ennesimo atto di vandalismo in città. Questa volta, nel mirino di giovani annoiati con in mano una bomboletta spray, sono finite le nuove panchine di corso Italia.
«C’è chi lavora per rendere la città più bella e più vivibile, e poi ci sono i soliti teppisti con la bomboletta in tasca che scambiano i beni pubblici per il muro del garage di casa loro - tuona Alessia Cuffia sui social - scrivere “New bench new spot” sulle panchine appena installate in corso Italia non fa di voi artisti. Fa solo capire quanto poco rispetto abbiate per la città in cui vivete. Perché queste panchine non sono “del Comune”. Sono di tutti. Sono spazi della nostra comunità. E ogni volta che qualcuno li rovina, il conto lo pagano i cittadini».
Non si tratta purtroppo di un caso isolato, anzi: «Solo pochi giorni fa abbiamo letto quello che è successo alla stazione di Castellamonte - aggiunge l'assessore - e vi assicuro che la cosa più frustrante è un’altra. Sapete quanto tempo serve per fare queste cose? Cercare i finanziamenti. Trovare le risorse. Seguire le procedure. Progettare gli interventi. Installare arredi per rendere la città più bella e più vivibile. E poi, nel giro di due giorni, vedere tutto rovinato. Altro che ritorno della leva obbligatoria a 18 anni. Qui sarebbe il caso di portarla a 12. Forse qualcuno imparerebbe meglio il significato di senso civico, rispetto ed educazione».
Il Comune sta lavorando per rafforzare e potenziare il sistema di videosorveglianza. Nel frattempo, una rete di sicurezza diffusa può fare la differenza: «Invito anche i privati che ne abbiano la possibilità a valutare l’installazione di sistemi di videosorveglianza nelle proprie abitazioni o attività: una rete più ampia di telecamere può diventare un aiuto concreto per le forze dell’ordine. I carabinieri e gli agenti di polizia locale sono già al lavoro e a loro va il mio ringraziamento per l’impegno costante sul territorio».











