RIVAROLO CANAVESE - Niente visite agli ospiti della struttura, così il covid ha spezzato i legami: l'idea di una «parete degli abbracci»

RIVAROLO CANAVESE - Sta facendo il giro dei social la segnalazione pubblicata su Facebook l'altro giorno da Elena Giacomin relativa alle mancata possibilità di visitare il papà, affetto da demenza senile, ospite all'Anffas di corso Indipendenza a Rivarolo. Moltissimi rivarolesi (e non solo) commossi da quanto raccontato, si stanno organizzando per una raccolta fondi. L'idea è quella di realizzare una «parete degli abbracci» come quella appena inaugurata alla casa di riposo di Favria. 

«Questa pandemia mondiale ha toccato in particolar modo loro, gli anziani e lascia ben poco all'immaginazione, al dolore che provano nel non vedere e toccare i propri familiari. Ormai è da gennaio che non mi reco più in struttura a trovare mio papà... il perché? Perché mio papà, in quanto affetto da demenza senile con decadimento cognitivo grave, non capisce il motivo per il quale non entro da quella porta. Non capisce perché non può abbracciarmi o anche solo toccarmi una mano. Piange e si dispera. Da gennaio ho preso la decisione di evitarci questa sofferenza, sperando che con l'arrivo dei vaccini, avrei potuto finalmente riabbracciarlo... Ma non é stato così. Mio papà é stato vaccinato, ma purtroppo, non tutti hanno dato l'autorizzazione a vaccinare i propri cari». 

Da qui l'idea di una parete degli abbracci di cui si è fatto portavoce anche Roberto Bonome, che è anche consigliere comunale della Lega. «Il distanziamento sociale non salva vite in assoluto, a volte le spezza. Il grido di aiuto di Elena Giacomin ne è un chiaro esempio: il bisogno di abbracciare il suo papà che vive una condizione di fragilità. E come lui tante altre persone che con un abbraccio potrebbero sentirsi rivivere. L'idea della parete degli abbracci, come quella inaugurata pochi giorni fa a Favria, è quanto di meglio oggi si possa avere per alleviare questo distacco in attesa che i comitati tecnici preposti decidano cosa si possa fare». La proposta di una raccolta fondi è stata promossa proprio da Bonome e ha subito raccolto decine di adesioni.