
E' diventato un «caso» nazionale quello dell'Eurospin di Rivarolo Canavese, passato ieri sera, sabato 31 agosto, anche sulla maggior parte dei telegiornali televisivi. Ha fatto discutere, infatti, la scelta del centro commerciale di non chiudere nonostante una cliente, colta da un malore, fosse morta all'ingresso del punto vendita. Le operazioni all'interno del negozio sono proseguite come un normale sabato, ad eccezione della zona in cui il corpo della povera pensionata è rimasto a terra fino al recupero, disposto dalla procura di Ivrea, effettuato dall'agenzia di pompe funebri intorno alle 11, due ore dopo l'allarme.
Il caso è diventato nazionale nel momento in cui, soprattutto sui social, si è scatenato un lungo dibattito tra favorevoli e contrari alla chiusura, almeno temporanea del centro commerciale. In molti hanno evocato un mancato senso di rispetto nei confronti della vittima e della sua famiglia. Ma sono arrivate anche decine e decine di attestazioni di solidarietà per la decisione del punto vendita di non chiudere. Il popolo dei social, insomma, si è diviso tra chi ha condannato la scelta di rimanere aperti e chi, invece, ha difeso l'Eurospin.
L'azienda, dal canto suo, non ha replicato in maniera ufficiale alle critiche. Tuttavia i responsabili del punto vendita di corso Re Arduino a Rivarolo hanno sicuramente interpellato l'azienda, nei concitati momenti dei soccorsi, per chiedere lumi sul da farsi. Sopraggiunto il decesso della cliente, una pensionata di 74 anni residente a Castellamonte, stroncata da un malore fulminante, la direzione ha evidentemente deciso di mantenere le serrande aperte.
Sull'opportunità di chiudere temporaneamente si è poi scatenato il dibattito: le scelte, entrambe legittime (sia la chiusura che il rimanere aperti), hanno alimentato le discussioni su diversi canali social.








