RIVAROLO CANAVESE - Lotta alla pandemia: riapre da martedì il centro prelievo tamponi

RIVAROLO CANAVESE - La pandemia da Covid-19 non arresta la sua corsa e per far fronte alla delicata situazione di emergenza riapre a Rivarolo Canavese il centro tamponi molecolari e antigenici della città. A darne notizia, insieme ad un dettagliato report del numero dei contagiati, è lo stesso sindaco, Alberto Rostagno, attraverso un post sulla pagina social del Comune.

«Carissimi rivarolesi, la situazione epidemiologica odierna, in base ai dati inseriti nella piattaforma regionale, riferiti alla nostra città, presenta 369 casi di persone positive al Covid, di cui 359 sono cittadini residenti, 497 sono i cittadini attualmente in quarantena per aver avuto contatto con persone risultate positive al tampone. La maggior parte dei cittadini con tampone positivo sono asintomatici oppure presentano lievi sintomi. Alcuni cittadini sono ricoverati in ospedale con sintomatologia più severa, auguro loro una pronta guarigione - spiega il primo cittadino rivarolese Alberto Rostagno -  In seguito agli accordi intrapresi con il Direttore Generale dell’Asl To 4 Dottor Stefano Scarpetta e con la Dottoressa Clara Occhiena, martedì mattina 18 gennaio riaprirà il Centro prelievo tamponi sia antigenico che molecolare, presso l’hot-spot (drive through) realizzato presso il centro di Protezione Civile di Rivarolo (via Martiri delle Foibe). Per poter effettuare il tampone presso la struttura cittadina è necessaria la prenotazione che dovrà essere effettuata dal medico di base o dal medico del Sisp».

«Ringrazio la Polizia municipale per aver riorganizzato la logistica e la Protezione Civile "l’Equilatero" per la disponibilità al controllo dell’area “drive in” - conclude il sindaco - Ricordo l’importanza del rispetto delle norme igieniche e comportamentali e dell’importanza della vaccinazione (al di là dell’obbligo vaccinale); tutto ciò che facciamo serve per prevenire la diffusione dell’infezione, per salvaguardare la nostra salute, quella dei nostri famigliari e per ritornare quanto prima alla normalità».