
RIVAROLO CANAVESE - La gestione del servizio della linea Sfm1, che dal 1 gennaio 2021 ha registrato il subentro di Trenitalia a Gtt, non sembra migliorare. Nuove e vecchie problematiche evidenziano le difficoltà della nuova gestione, che aveva promesso miglioramenti della qualità della linea e il suo potenziamento. La situazione disillude i viaggiatori, gli studenti e i lavoratori che avevano sperato in una svolta epocale, rispetto alla situazione deficitaria degli ultimi anni.
All'aumento dei prezzi dei biglietti si aggiungono i continui ritardi (una problematica presente da anni) che creano disagi, malcontenti e affollamenti che non garantiscono l'osservanza delle misure anti-covid. I passeggeri sono costretti a viaggiare in treni privi di norme di tutela, che dovrebbero essere assicurate in emergenza covid. L'assenza di controlli testimonia una situazione critica in cui la colpa non è dei pendolari, i quali sono impossibilitati a rispettare la distanza di sicurezza in treni sovraffollati. (ETB)
A tal proposito riceviamo e pubblichiamo la lettera di una nostra lettrice di Agliè che racconta il suo viaggio problematico a bordo della Sfm1 Canavesana.
«Sono una persona coscienziosa e ho sempre rispettato le regole del lungo periodo pandemico. Mascherina, distanziamento, lavaggio mani, evitare viaggi e luoghi affollati. L'altro giorno, con un'amica, decido di andare a Torino per la visita a Palazzo Barolo. Decido di prendere il treno da Rivarolo, costo € 8.60 A/R, un'eresia visto l'esiguo chilometraggio, ma non dico nulla. Vengo informata di dover decidere gli orari per evitare che ci siano troppi passeggeri e scopro che ci sono pochi treni a disposizione. Soprassiedo.
Alla stazione di Porta Susa resto basita per la totale assenza di termoscanner, personale di vigilanza, controlli minimi. Torno per prendere il treno delle 18.49, unico disponbile tra le 17 e le 19. Nessuno mi controlla la temperatura dicendomi che è un servizio dedicato al Freccia Rossa (fatemi capire, ancora passeggeri di serie A e di serie B? Non è un servizio obbligatorio in fase pandemica?), ma non è questo il peggio. Il treno infatti arriva con trenta minuti di ritardo, senza che ci avvisino prima dei venti minuti, siamo una marea e infatti saliremo tutti stipati come sardine. Nessun controllo, nessun controllore, nessuna possibilità di distanziarsi, di osservare la minima norma per preservarsi dal contagio, a parte la propria mascherina. Un disastro.
Possibile che, dopo un anno, ancora ci si debba ritrovare a questi livelli? Il costo per quel treno è altissimo, com'è possibile che avvengano fatti tanto incresciosi? Com'è possibile che una stazione di una città metropolitana non abbia il minimo controllo? Non è forse meglio fare banali verifiche di routine, obbligare tutti a dare i servizi necessari, invece di passare ai colori e alle chiusure?». Lettera firmata.








