
RIVAROLO CANAVESE - Non c'era nessuna palestra non autorizzata nel centro «Body Care» di via Carisia a Rivarolo Canavese. Lo ha stabilito il Tar del Piemonte annullando l'ordinanza del Comune che nel maggio dello scorso anno aveva intimato alla titolare di sospendere le attività non comunicate a palazzo civico.
Il Comune ha dedotto l'esercizio dell'attività di palestra sulla scorta dei dati ricavabili dagli accertamenti eseguiti dai carabinieri del Nas e dall'Asl To4: la presenza di una sala di allenamento contenente l'apparecchio per l'elettrostimolazione e gadget accessori (quali cavigliere con pesi, trx, palle per pilates; la funzionalità del predetto apparecchio, che emana stimoli elettrici per potenziare l'efficacia dell'attività sportiva; il rinvenimento, in sede di sopralluogo, di un istruttore e di un cliente; la presenza di tre cabine con doccia e armadietto.
«Tali dati, però, sono insufficienti a qualificare l'attività come palestra - spiegano i giudici del Tar - che, come correttamente evidenziato dalla ricorrente, si caratterizza (rispetto all'attività di personal training) per la fruibilità contemporanea da parte di più clienti. Nel caso di specie, invece, l'attività consiste nell'espletamento di sedute di elettrostimolazione accompagnate da esercizi sotto la sorveglianza di un istruttore: le sedute si svolgono su appuntamento e sono dedicate a un cliente alla volta. Trattasi, dunque, di attività di personal training, cui la ricorrente è legittimata in forza della D.I.A. presentata nel 2016».
Contrariamente a quanto sostenuto dal Comune, la circostanza che venga praticata «attività fisico-motoria-ricreativa» non dimostra la sussistenza di una palestra, poiché l'attività sportiva è compatibile con l'allenamento mediante personal trainer. Le tre cabine con doccia e armadietto, inoltre, «non dimostrano la compresenza di clienti dediti all'allenamento - specificano i giudici - posto che la ricorrente esegue anche massaggi olistici, che del pari richiedono la fruizione di tali servizi igienici e di custodia».
Il Comune aveva anche diffidato il centro all'utilizzo di due dispositivi per la crioterapia e l'elettrostimolazione che sono risultati del tutto regolari.








