
Condanne per oltre 113 anni di carcere per i componenti della banda che, partendo da Rivarolo Canavese, ha messo a segno truffe in tutta Italia. Oggi al tribunale di Ivrea si è chiuso il processo di primo grado che ha visto la condanna di quattordici persone con pene che vanno da un minimo di quattro anni a un massimo di 14 anni e sei mesi. Condanna, quest'ultima, inflitta a Maria Bevilacqua e Ippolito Mesoraca, considerati dai carabinieri di Rivarolo, che hanno scoperto le truffe, al vertice dell'organizzazione. Secondo le indagini la banda avrebbe messo a segno oltre 200 raggiri in tutta Italia per un valore complessivo di oltre un milione di euro.
All’inizio la banda si dedicava solamente ai generi alimentari. Poi gli affari si sono ampliati tanto da coinvolgere altri parenti. Centinaia le persone truffate in tutta Italia. I carabinieri di Rivarolo, che hanno sgominato la banda, hanno recuperato nel corso delle indagini 460 assegni falsi; 234 le truffe accertate. Una vera e propria holding, secondo le indagini, dove ognuno aveva un compito ben preciso. Modus operandi sempre lo stesso. Acquisti con assegni scoperti o fasulli, effettuati sempre il venerdì sera. Quando la vittima, il lunedì dopo, andava a incassare il denaro, scopriva in banca l’avvenuta truffa. Troppo tardi. Ovviamente, gli autori, quasi sempre agivano fornendo generalità incomplete, in modo tale da sfuggire ai controlli successivi.
Tutte le condanne emesse oggi dal giudice Elena Stoppini: Maria Bevilacqua 14 anni e sei mesi, Francesco Carabetta 14 anni, Stefania Mesoraca 13 anni e sei mesi, Elisabetta Preda 5 anni, Sabrina Mesoraca 7 anni, Cosimo Damiano Mesoraca 6 anni e 8 mesi, Ippolito Mesoraca 14 anni e 6 mesi, Letizia Mesoraca 4 anni e 4 mesi, Egidio Cardone 7 anni, Giuseppe Pace 7 anni, Demis Pace 5 anni, Lamberto Conto 4 anni, Mustapha Grim Hel 4 anni e 5 mesi, Gaetano Caforio 7 anni.








