
RIVAROLO CANAVESE - I sani valori e le tradizioni delle comunità contadine, che hanno caratterizzato in positivo il nostro territorio, sono il frutto dell’opera di uomini che hanno dedicato con generosità, fatica, grande sacrificio e passione la loro vita al lavoro dei campi. Caratteristiche che appartenevano a Francesco Sandretto. Il rivarolese è scomparso all’età di 97 anni, circondato dall’affetto dei suoi cari. Con la sua morte Argentera perde una delle sue memorie storiche: era il più anziano residente della frazione, dove viveva dal 1972.
Nato a Leinì da una famiglia contadina originaria di Sparone, «Chichin el Bersaliè», come era soprannominato da tutti nella borgata, aveva vissuto alcuni anni a Caselle prima di trasferirsi ad Argentera. Era molto legato alla comunità agricola locale. D’estate si spostava nell’alpeggio sopra Sparone ed era iscritto alla Coltivatori Diretti. Fino a che le condizioni di salute gliel’hanno permesso, ha sempre partecipato alla Festa del Ringraziamento del paese.
Il soprannome di «Chichin el Bersaliè» gli era stato dato da conoscenti e compaesani non perché avesse svolto il servizio militare nei bersaglieri, ma per via del padre che, lui sì, aveva militato in quel caratteristico corpo della Fanteria dell’Esercito Italiano. Francesco Sandretto lascia i figli Maurilia con Flavio, Angelo con Carmen, i nipoti Mirella con Elvis, Enrico, Federico e Martina, la consuocera Gina, Angela e il figlioccio Francesco. I funerali del 97enne si sono svolti ad Argentera martedì 11 gennaio. Il 6 febbraio 2022 alle 10.15 nella parrocchia di San grato si terrà la Messa di trigesima.








