
Spunta cromo esavalente dai terreni della vecchia Salp di via Torino. O meglio, il pericoloso inquinante, frutto della decennale lavorazione delle pelli nella conceria di Rivarolo Canavese, è ancora ben presente nelle falde acquifere del terreno. La bonifica, iniziata quasi dieci anni fa a cura dei privati che hanno acquistato l’area e i vecchi capannoni, sembrava ormai conclusa. Non è così. Lo ha stabilito l’Arpa nel corso di una serie di rilevazioni effettuate il mese scorso in quel che resta della vecchia conceria. Analisi realizzate proprio per verificare l’andamento della bonifica. «I dati dell’Arpa hanno rilevato un’alta concentrazione di cromo esavalente nelle falde sotterranee – rivela il sindaco Alberto Rostagno – è chiaro che fino a quando la bonifica non sarà conclusa non potrà partire nessuno progetto».
Una vera e propria “tegola”, adesso che la riqualificazione di quell’enorme porzione di Rivarolo è tornata d’attualità. I privati hanno presentato due progetti che l'amministrazione ha subito cassato dal momento che prevedevano la realizzazione di veri e propri palazzoni. Se ne riparlerà appena il cromo esavalente sarà del tutto scomparso.
La Salp ha chiuso nel 1995 (negli anni ’70, sotto l’amministrazione del professor Giuseppe Cuccodoro arriva ad occupare 400 persone): da allora si rincorrono le speranze di nuovi sviluppi per quello che è, di fatto, l’ingresso principale di Rivarolo.








