
In tribunale a Ivrea è iniziato il processo a carico di Massimo Manavello, 45 anni, di Rivarolo Canavese, ex presidente della società calcistica Rivarolese. Secondo l’accusa, l’uomo si sarebbe intascato il denaro presente sul conto del club al momento del passaggio dalla vecchia alla nuova gestione. E’ a processo per appropriazione indebita. In aula, venerdì scorso, il giudice Mariaclaudia Colangelo ha ascoltato il primo teste, Marco Cesaraccio, amministratore delegato della “Stamet spa”, l'azienda della quale è presidente Fabrizio Bertot, ex sindaco di Rivarolo. La Stamet, per la stagione 2009-10 aveva firmato con la Rivarolese un contratto di sponsorizzazione dell'importo di 100mila euro.
«I rapporti con noi li aveva sempre tenuti Manavello – ha raccontato Cesaraccio al giudice - la cifra venne pagata in tre tranche. La prima di 25 mila euro più iva con bonifico, le altre di 25 mila euro più iva con due assegni consegnati a Manavello e messi poi all'incasso dalla banca». Nel 2010 la banca presenta all’azienda una nota per il rientro di 50mila euro, secondo l’azienda già pagati. Per l’accusa, quei 50mila euro furono presi da Manavello per un uso personale, essendo il garante del conto.
Per la difesa le cose sono andate diversamente. L’ex presidente, infatti, come hanno confermato in aula anche i testimoni, figurava come garante e gestore del conto corrente della società calcistica, conto che spesso era in rosso e che Manavello provvedeva a ripianare di tasca propria. Secondo i legali, l’imputato al momento del passaggio della società a Michele Salvati, decise di rientrare dei crediti che vantava nei confronti della Rivarolese. Il processo riprenderà il 12 febbraio.








