Attimi di tensione giovedì sera, 29 marzo, ad Alice Superiore. Per motivi ancora da chiarire, alcune decine di richiedenti asilo ospitati nel centro di accoglienza sono scesi in strada danneggiando tutto quello che incontravano, ribaltando i cassonetti e gettando per terra il cibo sotto gli occhi del sindaco Remo Minellono. Lui stesso ha provato a calmare gli animi, ma senza successo. E di fronte alla rabbia crescente dei manifestanti che avevano anche bloccato la via di accesso al paese, non è restato altro da fare che richiedere l'intervento delle forze dell'ordine.
I carabinieri sono giunti rapidamente con diverse auto delle stazioni di Castellamonte e Vico Canavese e del nucleo radiomobile di Ivrea. Dopo una lunga trattativa, i richiedenti asilo hanno deciso di tornare sui loro passi, rientrando nella struttura che li ospita. La notizia della rivolta ad Alice è stata diffusa con una nota stampa dalla Lega canavesana, che ha stigmatizzato il presunto tentativo di insabbiamento.
«Una delle storture del buonismo imperante è quella di minimizzare o nascondere le malefatte compiute da clandestini o presunti profughi, come in questo caso: ma la verità trova sempre il modo di venire a galla - ha commentato l'onorevole Alessandro Giglio Vigna - fa sempre male vedere questa gente che getta per strada il cibo che gli viene fornito. Per non parlare dello spavento causato ai residenti dalla violenza dei dimostranti. Si parla spesso dell'opportunità economica per i Comuni rappresentata dall'adesione allo Sprar, ma forse non si tiene conto del costo sociale, che mi pare molto elevato». Durissimo anche il commento del segretario della circoscrizione di Ivrea del Carroccio, Giuliano Balzola: «Noi li accogliamo e quelli cosa fanno? Ci sputano addosso la loro rabbia, senza motivo».








